BTS: a Seoul è polemica per le luci rosse del comeback

Scopri perché il ritorno dei BTS a Seoul ha scatenato uno scontro politico. Tra luci rosse e il leggendario viola, ecco cosa sta succedendo in Corea del Sud.
Il ritorno sulle scene dei BTS, dopo il lungo silenzio dovuto al servizio militare, doveva essere un momento di festa nazionale per la Corea del Sud. Tuttavia, la decisione del governo metropolitano di Seoul di illuminare i principali simboli della città di rosso, anziché del tradizionale viola che identifica il gruppo e il suo fandom, ha scatenato un acceso dibattito che intreccia cultura pop e strategie politiche.
Il ritorno dei giganti: Seoul si illumina per Arirang
In occasione dell'uscita del nuovo album "Arirang", prevista per venerdì, la capitale coreana ha pianificato uno spettacolo visivo senza precedenti. Quindici dei monumenti più iconici della città — tra cui la N Seoul Tower, la Lotte World Tower, il parco botanico e il complesso di Sebitseom — si accenderanno per due ore consecutive. L'iniziativa accompagnerà il countdown verso la performance live di sabato a Gwanghwamun, il primo grande evento del gruppo al completo dal 2025.
Tuttavia, la scelta cromatica ha immediatamente sollevato un polverone. Il rosso, colore dominante della nuova era estetica scelta dai BTS per il disco "Arirang", coincide infatti con il colore simbolo del principale partito di opposizione coreano. In un clima di forte tensione politica, con le elezioni locali di giugno ormai alle porte, il cambio di tonalità è stato interpretato da molti osservatori come un possibile messaggio subliminale di propaganda.

Sebitseom si illumina di rosso in attesa dell’attesissimo comeback dei BTS. Ph (Governo Metropolitano di Seoul)
La rivolta dell'Army: #BTSisPurple
Il fandom globale dei BTS, noto come Army, non ha tardato a far sentire la propria voce. Per i sostenitori del gruppo, il viola non è solo un colore, ma un simbolo di fiducia e amore reciproco (legato al celebre slogan "Borahe" o "I Purple You"). Vedere i monumenti della propria città tinti di rosso è stato percepito come uno strappo alla tradizione e un'appropriazione politica dell'immagine della band.
Sui social media è esplosa la protesta con l'hashtag #BTSisPurple, attraverso il quale migliaia di utenti hanno chiesto al sindaco di Seoul di ripristinare la colorazione originale. La preoccupazione principale dei fan è che l'immagine dei sette membri possa essere strumentalizzata dai partiti per influenzare l'elettorato più giovane in vista del voto nazionale.
La risposta di Hybe: "Nessun fine politico"
Per placare gli animi, l'agenzia dei BTS, Hybe, ha rilasciato una nota ufficiale per chiarire la propria posizione. Secondo la società, la scelta del rosso è stata una richiesta esplicita del management per riflettere il concept visivo e l'identità artistica del nuovo progetto "Arirang". L'agenzia ha esortato il pubblico e i media a non interpretare una decisione puramente estetica e promozionale attraverso lenti politiche, ribadendo la neutralità del gruppo.
Un comeback di portata globale
Nonostante le controversie domestiche, la macchina organizzativa dei BTS non accenna a fermarsi. Dopo l'esibizione di Gwanghwamun, il gruppo volerà negli Stati Uniti per una serie di appuntamenti di altissimo profilo. Lunedì è previsto l'evento "Spotify x BTS: Swimside" a New York, dove i sette presenteranno il nuovo singolo, seguito da una doppia apparizione al "The Tonight Show Starring Jimmy Fallon" il 25 e 26 marzo.
Questo ritorno segna la fine di una pausa durata quattro anni, durante i quali i membri hanno completato i propri obblighi di leva. Mentre la politica coreana discute sui colori delle luci, il mondo intero resta in attesa di capire se i BTS riusciranno a riconquistare il trono del pop globale con la stessa forza di un tempo.