Cheongju e Cheongnamdae: la stampa più antica del mondo
Scopri Cheongju e Cheongnamdae in Chungcheongbuk-do: il Jikji patrimonio UNESCO, il museo della stampa più antica del mondo e la villa presidenziale segreta
Cheongju è il tipo di città che i viaggiatori attraversano senza fermarsi. Capoluogo della Chungcheongbuk-do, la provincia più interna della Corea del Sud — l'unica senza sbocco sul mare — ha l'aria tranquilla e un po' austera di chi sa di valere più di quanto gli venga riconosciuto. E in effetti Cheongju vale eccome: ha un primato mondiale che Gutenberg non le può togliere, un museo che racconta questa storia con una chiarezza e una passione rare, e nelle vicinanze una villa presidenziale segreta che per trent'anni nessun cittadino comune poteva avvicinare. Non male per una città che non finisce mai nelle top ten delle destinazioni coreane.
Il Jikji e la stampa più antica del mondo
Nel 1377, in un tempio buddhista nei pressi di Cheongju, fu completata la stampa del Jikji — il titolo abbreviato di un lungo testo buddista che raccoglie gli insegnamenti dei maestri zen coreani e cinesi. Non sarebbe un fatto straordinario se non fosse per il metodo usato: caratteri mobili in metallo fusi singolarmente e assemblati per comporre le pagine, poi smontati e riutilizzati per le pagine successive. La stessa tecnica che Johannes Gutenberg avrebbe reinventato in Europa settantotto anni dopo, nel 1455, con la sua Bibbia a quarantadue righe.
Il Jikji precede Gutenberg di quasi otto decenni. È il libro più antico del mondo stampato con caratteri mobili metallici ancora esistente, riconosciuto dall'UNESCO nel 2001 come Patrimonio della Memoria del Mondo. L'originale è conservato — e qui sta una delle grandi amarezze della storia coreana — alla Bibliothèque nationale de France a Parigi, dove fu portato da un diplomatico francese alla fine del XIX secolo e dove rimane tuttora nonostante le ripetute richieste di restituzione da parte della Corea del Sud.
Il Cheongju Early Printing Museum racconta questa storia con una ricchezza di dettagli e una qualità espositiva che vale il viaggio da sola. Il museo spiega il processo di fusione dei caratteri in bronzo, mostra riproduzioni funzionanti delle presse dell'epoca, confronta la tecnica coreana con quella gutenberghiana e documenta la lunga storia della stampa in Corea — che inizia in realtà ancora prima del Jikji, con la stampa xilografica su blocchi di legno che i monaci buddhisti coreani praticavano già dall'VIII secolo. L'edificio del museo è moderno e ben progettato, con sezioni interattive che permettono ai visitatori di provare a comporre una riga di testo con caratteri mobili in metallo — un'esperienza che fa capire fisicamente quanto fosse laborioso e quanto fosse rivoluzionario quel processo.
Il centro storico e il Sangdang Sanseong
Il centro di Cheongju non è spettacolare ma ha una sua dignità tranquilla. Il mercato tradizionale di Yukgeori — letteralmente "il mercato dei sei incroci" — è uno dei mercati coperti più animati della Chungcheongbuk-do, con bancarelle di cibo, vestiti, erbe medicinali e oggetti domestici che si succedono in un labirinto di corridoi coperti dove ci si perde volentieri per un'ora.
Sulle colline a est della città si trovano le rovine del Sangdang Sanseong — una fortezza di montagna risalente al periodo dei Tre Regni, successivamente ampliata e restaurata in epoca Joseon — le cui mura percorrono la cresta per quasi 4 chilometri offrendo viste panoramiche sulla città e sulla pianura circostante. Il percorso delle mura è uno dei più piacevoli della Chungcheong per una passeggiata di mezza giornata: non impegnativo, ben tenuto, con una serie di torri e bastioni restaurati che danno concretezza visiva alla storia militare della regione.
Cheongnamdae: la villa presidenziale segreta
A circa 30 chilometri da Cheongju, nascosta tra i boschi di pini sul bordo del Lago Daecheong, si trova Cheongnamdae — il nome significa letteralmente "terrazza blu del sud", in parallelo con la Cheongwadae, la "Casa Blu" presidenziale di Seoul. Questa villa fu costruita nel 1983 come residenza estiva e luogo di riposo per i presidenti coreani, e per quasi trent'anni fu uno dei segreti meglio custoditi della Repubblica: la sua esistenza era nota, ma l'accesso era completamente vietato ai civili e l'area era sorvegliata dall'esercito con un perimetro di sicurezza che rendeva impossibile anche solo avvicinarsi.
Nel 2003 il presidente Roh Moo-hyun — in un gesto politico di apertura democratica che fu molto apprezzato dall'opinione pubblica coreana — decise di aprire Cheongnamdae al pubblico, restituendo simbolicamente ai cittadini uno spazio che era stato loro sottratto per tre decenni. Da allora la villa è diventata una delle attrazioni più visitate della Chungcheongbuk-do, con oltre un milione di visitatori all'anno che vengono a camminare nei giardini, visitare gli edifici presidenziali e guardare il lago da quegli stessi belvedere dove cinque presidenti coreani si sono seduti a riflettere sulle sorti del paese.
Il complesso comprende diversi edifici: la residenza principale — una villa in stile tradizionale coreano con elementi moderni — le sale riunioni, i cottage per il personale di sicurezza, una piccola capanna di tronchi che il presidente Chun Doo-hwan usava come luogo di meditazione personale e la terrazza sul lago da cui si gode una delle viste più belle e serene della Corea centrale. I giardini sono curatissimi e cambiano aspetto con le stagioni: i ciliegi in primavera, il verde intenso in estate, i colori del fogliame in autunno creano una cornice naturale che spiega perché i presidenti abbiano scelto questo posto per ricaricarsi.
Il percorso di visita include anche una mostra fotografica sulla storia presidenziale coreana dagli anni Ottanta ad oggi — con fotografie degli inquilini della villa in momenti privati e istituzionali — che è insieme una documentazione storica e un ritratto insolito della vita dei leader politici coreani lontano dai riflettori ufficiali.
Il Lago Daecheong e i dintorni
Il Lago Daecheong — creato dalla diga omonima costruita negli anni Settanta sul fiume Geum — è uno dei laghi artificiali più grandi della Corea del Sud e uno dei più belli per la qualità del paesaggio che lo circonda: colline boscose che scendono direttamente sull'acqua, isolotti alberati, baie riparate dove le barche da pesca locali sono ormeggiate in silenzio. La ciclabile che percorre parte della riva del lago è una delle più piacevoli della regione — pianeggiante, ben segnalata, con punti panoramici attrezzati ogni pochi chilometri.
Nella zona del lago si trova anche il villaggio di Munui — un piccolo centro storico che fu parzialmente sommerso dalla creazione del lago ma che conserva alcune strutture tradizionali e un'atmosfera di provincia profonda che contrasta piacevolmente con il dinamismo di Cheongju.
Come arrivare e informazioni pratiche
Cheongju è raggiungibile da Seoul in circa un'ora con il treno KTX dalla Stazione di Osong — la stazione alta velocità più vicina alla città — oppure in circa un'ora e mezza con autobus espresso dal Terminal degli autobus di Seoul. Il Cheongju Early Printing Museum si trova nel centro della città ed è raggiungibile a piedi dalla stazione degli autobus. L'ingresso al museo costa 3.000 won per gli adulti ed è aperto tutti i giorni tranne il lunedì. Per Cheongnamdae è necessario un autobus o un taxi da Cheongju — circa 40 minuti. L'ingresso alla villa presidenziale costa 5.000 won e include una guida audio disponibile anche in inglese. Il periodo migliore per visitare entrambi i siti è la primavera — aprile e maggio — quando i ciliegi di Cheongnamdae sono in piena fioritura e il lago riflette i colori della stagione con una nitidezza straordinaria.
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