DMZ: come visitare la zona demilitarizzata tra le due Coree
Guida completa alla DMZ, la zona demilitarizzata tra Corea del Nord e Corea del Sud: Panmunjeom, JSA, tunnel di infiltrazione, Stazione Dorasan e come organizza
Ci sono luoghi nel mondo che esistono come promemoria permanenti di quanto fragile possa essere la pace. La DMZ — la Demilitarized Zone che divide la penisola coreana in due dal 1953 — è uno di questi. Non è un museo, non è un parco tematico, non è una ricostruzione storica: è una ferita aperta nel territorio e nella memoria di un popolo che non ha ancora potuto ricongiungersi. Eppure è anche, paradossalmente, uno dei luoghi più visitati della Corea del Sud — perché niente racconta la storia coreana del XX secolo con la stessa potenza silenziosa di questo striscia di terra sorvegliata dai soldati, percorsa dai cervi e segnata dai fili spinati.
Cos'è la DMZ e come è nata
La Demilitarized Zone fu istituita dall'armistizio del 27 luglio 1953 che pose fine — senza mai ufficialmente concluderla — alla Guerra di Corea iniziata nel 1950. L'accordo stabilì una linea di cessate il fuoco che ricalcava approssimativamente il 38° parallelo, con una zona tampone di due chilometri per lato da cui entrambe le parti avrebbero dovuto ritirare le proprie forze militari. Il risultato è una striscia di terra larga quattro chilometri totali e lunga circa 250 chilometri, che taglia la penisola coreana da ovest a est dal Mar Giallo al Mar dell'Est.
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Settant'anni di assenza umana hanno trasformato questa zona di confine in un santuario naturale involontario: senza caccia, senza agricoltura, senza presenza umana stabile, la DMZ è diventata uno degli ecosistemi più intatti dell'Asia orientale, rifugio di specie rare come la gru cenerina siberiana, il leopardo dell'Amur e persino la tigre siberiana. La natura ha riconquistato silenziosamente quello che la guerra aveva strappato, creando uno dei paradossi più straordinari della storia contemporanea: la zona più militarizzata del mondo è anche una delle più ricche di biodiversità.
Panmunjeom e la Joint Security Area
Il cuore simbolico della DMZ è Panmunjeom, il villaggio dove nel 1953 fu firmato l'armistizio e dove ancora oggi si trova la Joint Security Area (JSA) — l'unico punto della DMZ in cui soldati nordcoreani e sudcoreani si trovano fisicamente a pochi metri gli uni dagli altri, separati da una linea di demarcazione militare che corre al centro delle baracche blu delle Nazioni Unite.
Visitare la JSA è un'esperienza che non assomiglia a nulla di ciò che si può fare altrove nel mondo. I visitatori vengono accompagnati da militari sudcoreani o americani, ricevono un briefing dettagliato sulle regole di comportamento — nessun gesto verso i soldati nordcoreani, nessuna fotografia non autorizzata, abbigliamento sobrio e rispettoso — e vengono condotti fino alla Sala della Conferenza Mac, il prefabbricato blu dove si svolgono ancora oggi i rari incontri diplomatici tra le due Coree. All'interno della sala il visitatore può letteralmente attraversare la linea di demarcazione militare e trovarsi per qualche secondo in territorio nordcoreano, con i soldati sudcoreani immobili come statue ai lati della porta.
L'atmosfera è pesante, silenziosa, irreale. I soldati nordcoreani osservano dall'edificio Panmun-gak di fronte. Le telecamere registrano tutto. Ogni movimento è studiato e protocollare. È uno dei pochi luoghi al mondo dove la tensione geopolitica globale si materializza in uno spazio fisico di pochi metri quadrati.
I tunnel di infiltrazione
Sotto la DMZ corrono tunnel scavati dalla Corea del Nord nel tentativo di creare vie di infiltrazione segrete verso sud. Ne sono stati scoperti quattro fino ad oggi — probabilmente ne esistono altri non ancora individuati. Il Terzo Tunnel, scoperto nel 1978, è quello accessibile ai turisti: un cunicolo scavato nel granito a circa 73 metri di profondità, largo abbastanza da far passare soldati in fila indiana, che avrebbe potuto far transitare oltre 30.000 soldati all'ora in caso di invasione. Percorrerlo con il casco protettivo in testa, piegati sotto la volta di roccia, con il rumore dell'acqua che filtra dalle pareti, è un'esperienza fisicamente e psicologicamente intensa che rende molto concreto quello che altrimenti resterebbe un dato astratto da libro di storia.
Dora Observatory e il villaggio di Dorasan
Dal Dora Observatory, la piattaforma di osservazione più avanzata verso nord accessibile ai civili sudcoreani, si può guardare la Corea del Nord con i binocoli a moneta. Nelle giornate limpide si distinguono i contorni di Kaesong, la prima città nordcoreana oltre confine, e la sagoma del Gijungdong — il cosiddetto "Propaganda Village", un villaggio nordcoreano ai confini della DMZ che, secondo gli analisti sudcoreani, sarebbe abitato solo da personale militare e civili selezionati, costruito più per essere visto che per essere vissuto. Al centro del villaggio svetta un pennone di 160 metri con una bandiera nordcoreana da 270 chilogrammi — uno dei più alti del mondo — piantato lì in risposta al pennone sudcoreano eretto qualche anno prima dall'altra parte della linea.
La Stazione di Dorasan è uno degli spot più melanconici e potenti dell'intera DMZ. Costruita nel 2002 durante un breve periodo di distensione tra le due Coree, è l'ultima stazione ferroviaria sudcoreana prima del confine: i binari escono dal fabbricato e corrono verso nord per qualche centinaio di metri prima di interrompersi, bloccati dal filo spinato. Il tabellone delle partenze indica ancora Pyongyang come destinazione, a 205 chilometri di distanza. I treni non partono dal 2008. La stazione è aperta, i biglietti vengono timbrare come souvenir ai turisti, e quella scritta — Pyongyang, 205 km — è forse la più commovente di tutta la Corea.
Come visitare la DMZ: tour organizzati da Seoul
La DMZ non è accessibile in modo indipendente: l'intera area è sotto controllo militare e la visita richiede obbligatoriamente la partecipazione a tour organizzati autorizzati. Da Seoul partono ogni giorno decine di tour in lingua inglese, italiana, giapponese e cinese che raggiungono la DMZ in circa un'ora di autobus. I tour standard includono generalmente la JSA o il Terzo Tunnel, il Dora Observatory e la Stazione di Dorasan. La durata è di una giornata intera o mezza giornata a seconda del pacchetto scelto.
Seoul : tour privato della DMZ con ponte sospeso
È necessario portare il passaporto originale — non una fotocopia — e rispettare il codice di abbigliamento richiesto: niente jeans strappati, niente abiti militari, niente abbigliamento con scritte politiche. I bambini sotto i dieci anni non sono ammessi alla JSA. In alcuni periodi di tensione diplomatica le visite alla JSA vengono sospese senza preavviso, quindi è importante verificare la disponibilità pochi giorni prima della partenza.
I tour si prenotano online o attraverso le agenzie turistiche di Myeongdong e Hongdae. I prezzi variano tra i 50.000 e i 120.000 won a persona a seconda del tour e dell'operatore.
Lo sapevi? Esiste un'altra zona demilitarizzata (DMZ) in Corea, e si trova ad Est, sulla costa, più precisamente a Sokcho. Meno affollata e decisamente più accessibile. Leggi il nostro articolo qui.