Gyeongju: la città museo a cielo aperto della Corea del Sud

Gyeongju: la città museo a cielo aperto della Corea del Sud

Scopri Gyeongju, capitale millenaria del regno di Silla: i tumuli reali, il Tempio Bulguksa UNESCO, il Buddha di Seokguram e le corone d'oro del Museo Nazionale

Hai presente quei posti dove arrivi e capisci subito che qualcosa è diverso? Gyeongju è così. Esci dalla stazione, prendi un taxi, e dopo tre minuti sei già davanti a un tumulo funerario grande come una collina con i ciliegi in fiore sopra. Non è un parco tematico. Non è una ricostruzione. È la città vera, quella dove la gente va a fare la spesa e porta i bambini a scuola, e nel mezzo ci sono le tombe dei re di Silla che regnarono qui per novecento anni.

Novecento anni. Mentre Roma cadeva, mentre l'Europa entrava nel Medioevo, mentre l'Islam nasceva e si espandeva, a Gyeongju una civiltà costruiva pagode, scolpiva Buddha nella roccia, fondeva campane di bronzo che ancora oggi — il giorno di Capodanno — vengono suonate e il loro suono si sente per chilometri. È difficile non sentirsi piccoli.

Gyeongju è patrimonio UNESCO della Corea del Sud

I tumuli di Daereungwon: dormire tra i re

Il Daereungwon è il parco dei tumuli funerari nel centro della città — venti e passa collinette verdi e tondeggianti che in realtà sono le tombe dei re e dell'aristocrazia Silla, costruite tra il IV e il VI secolo d.C. Le più grandi sono alte quasi 23 metri. Le famiglie coreane ci vengono a fare picnic. I ragazzi si siedono sull'erba con il telefono in mano. I turisti giapponesi fotografano tutto. E sotto i loro piedi, a qualche metro di profondità, ci sono re morti da sedici secoli con le loro corone d'oro.

Solo due tumuli sono stati scavati e aperti al pubblico. Il Cheonmachong — la Tomba del Cavallo Celeste — prende il nome da un dipinto su corteccia di betulla trovato all'interno che raffigura un cavallo bianco che vola. È il tipo di reperto che ti fa capire quanto fossero sofisticati questi popoli che l'Occidente medievale non conosceva nemmeno. I gioielli, le ceramiche, le armi trovate all'interno sono nei musei di Gyeongju — ma la tomba in sé, con la camera funeraria ricostruita visibile dall'interno, vale la visita da sola.

Bulguksa: il tempio che non stanca mai

Tempio Bulguksa Corea

A otto chilometri dal centro, sulle pendici del Monte Tohamsan, il Tempio Bulguksa è uno di quei luoghi che non deludono mai — nemmeno alla seconda visita, nemmeno alla terza. Patrimonio UNESCO dal 1995, costruito nell'VIII secolo durante il periodo d'oro del regno di Silla, ha una perfezione architettonica che si percepisce fisicamente ancora prima di capirla razionalmente.

Le due scale di pietra che salgono verso il portale principale — il Cheongun-gyo e il Baekun-gyo, il Ponte delle Nuvole Azzurre e il Ponte delle Nuvole Bianche — sono tra le strutture architettoniche più eleganti di tutta la Corea. Non si possono calpestare — sono protette come beni nazionali — ma guardarle dal basso, con il portale di legno laccato che si apre sopra di esse e il cielo di settembre che fa da sfondo, è già abbastanza. Il cortile interno con le due pagode di pietra — la Dabotap e la Seokgatap — è uno degli spazi più equilibrati e sereni che l'architettura religiosa asiatica abbia mai prodotto.

Bulguksa tempio UNESCO

Seokguram: il Buddha nella montagna

Bulguksa tempio UNESCO e statua Buddha Seokguram

Salendo ancora oltre il Bulguksa, attraverso una foresta di pini che in estate profuma in modo quasi impossibile, si raggiunge il Seokguram — una grotta artificiale scavata nella roccia del Monte Tohamsan che custodisce uno dei capolavori assoluti dell'arte buddhista mondiale. Un Buddha seduto in meditazione, scolpito nel granito bianco nel VIII secolo, circondato da bodhisattva e guardiani scolpiti nelle pareti della grotta con una maestria tecnica che ancora oggi gli scultori faticano a spiegare.

La statua è protetta da una parete di vetro — l'umidità del respiro dei visitatori stava danneggiando la pietra — e questo crea una distanza fisica che in un primo momento sembra un ostacolo. Poi ci si ferma e si guarda davvero, e si capisce che quella distanza non conta niente. Il Buddha del Seokguram ha un'espressione che non appartiene a nessuna categoria umana conosciuta — non è pace, non è distacco, non è felicità. È qualcosa d'altro che non ha nome in italiano e probabilmente non lo ha in nessuna lingua.

Seokguram Buddha Corea

Anapji: il lago di notte

Nel centro della città, nascosto tra i palazzi moderni come un sogno ricorrente, c'è il laghetto artificiale di Anapji — o Donggung e Wolji, come viene chiamato ufficialmente. Fu costruito nel 674 d.C. come giardino del palazzo reale di Silla, con tre isolotti artificiali, padiglioni riflessi nell'acqua e una collezione di piante esotiche portate da tutto l'impero.

Di notte è una cosa diversa. Le luci dei padiglioni si rispecchiano nell'acqua ferma, i riflessi si muovono appena con il vento leggero, e l'insieme produce una bellezza così composta e precisa da sembrare quasi irreale. È il posto più fotografato di Gyeongju di sera — e a ragione. Portate la fotocamera, arrivate al tramonto, aspettate che si accendano le luci.

Il Museo Nazionale: le corone che tolgono il respiro

Il Museo Nazionale di Gyeongju è uno dei musei più ricchi e meglio allestiti della Corea del Sud, e ha un vantaggio enorme rispetto al Museo Nazionale di Seoul: è molto meno affollato, molto più tranquillo, e i reperti esposti sono quasi tutti provenienti dai siti a pochi chilometri di distanza — il che crea una continuità tra ciò che si vede nel museo e ciò che si ha visto in giro per la città che è rara e preziosa.

Le sale delle corone d'oro Silla sono il punto culminante della visita. Queste corone — costruite con sottili lamelle d'oro piegate e assemblate a formare rami stilizzati con giadeite appesa come foglie — sono oggetti di una raffinatezza tecnica e di una bellezza formale che non hanno equivalenti nell'oreficeria mondiale del primo millennio. Guardarle sotto la luce del museo, sapendo che sono state indossate da re reali in una città reale quindici secoli fa a meno di due chilometri da dove ci si trova, è uno di quei momenti che ridefinisce silenziosamente il modo in cui si pensa alla storia.

Come arrivare e informazioni pratiche

Gyeongju è raggiungibile da Seoul in circa due ore con il KTX dalla Stazione di Seoul o Dongdaegu, poi cambio per il treno locale fino alla Stazione di Gyeongju. Da Busan ci vogliono circa 50 minuti in treno. La città si gira comodamente in bicicletta — ci sono numerosi noleggi vicino alla stazione — o in taxi. Il Bulguksa e il Seokguram si raggiungono con il bus 700 dalla stazione. Il Daereungwon è aperto tutti i giorni, ingresso 3.000 won. Il Bulguksa costa 6.000 won, il Seokguram 6.000 won, biglietto combinato disponibile. Il Museo Nazionale è gratuito. Anapji costa 3.000 won ed è aperto fino alle 22:00. La stagione migliore è la primavera per i ciliegi sui tumuli o l'autunno per il fogliame intorno al Bulguksa.