Magoksa: il tempio UNESCO e il giunipero di Kim Gu a Gongju

Magoksa: il tempio UNESCO e il giunipero di Kim Gu a Gongju

Scopri il Tempio Magoksa a Gongju: patrimonio UNESCO 2018, la pagoda tibetana, il giunipero piantato dall'eroe dell'indipendenza Kim Gu

Ci sono templi che esistono per essere visitati e templi che esistono per ricordare. Il Magoksa appartiene alla seconda categoria — anche se, paradossalmente, è uno dei luoghi più belli e piacevoli da visitare dell'intera Chungcheongnam-do. La sua storia è lunga quattordici secoli e attraversa quasi ogni momento cruciale della storia coreana: le invasioni giapponesi, la resistenza al colonialismo, la nascita della Corea moderna. Ma camminando tra i suoi padiglioni di legno scuro, attraversando il piccolo ponte sul torrente che divide in due il complesso, sentendo il profumo dell'incenso misto all'odore fresco delle foreste di Taehwasan, tutto questo peso storico si dissolve in qualcosa di più leggero e più vivo.

Storia: dal regno di Silla all'UNESCO

Il Magoksa — il cui nome significa letteralmente "Tempio della Valle della Canapa" — fu fondato nel 640 d.C. dal monaco Jajang Yulsa, lo stesso che costruì il Tempio Tongdosa nel sud della Corea dopo il suo ritorno dalla Cina. La scelta del sito non fu casuale: dalla prospettiva della geomanzia coreana il terreno intorno a Magoksa forma il disegno del taegeuk — il simbolo dello yin e dello yang — ed è considerato uno dei "dieci luoghi di vittoria" che secondo i testi profetici tradizionali coreani possono evitare guerre e disastri.

Tempio Magoksa tra le foreste del Monte Taehwasan a Gongju, Corea del Sud, patrimonio UNESCO

Questa reputazione di luogo protetto ha una base nella storia reale: il Magoksa è rinomato per proteggere i suoi occupanti dalla guerra, e il tempio sopravvisse effettivamente all'invasione giapponese della Corea del 1592-1598 — le stesse invasioni che devastarono il Palazzo Gyeongbokgung a Seoul e distrussero decine di altri templi in tutta la penisola. Nel corso dei secoli fu abbandonato, usato come rifugio di banditi durante il periodo di transizione tra il Goryeo e il Joseon, poi restaurato e progressivamente ampliato fino alla sua forma attuale.

Nel giugno 2018 il Magoksa fu iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO insieme ad altri sei monasteri di montagna coreani — Tongdosa, Buseoksa, Bongjeongsa, Beopjusa, Seonamsa e Daeheungsa — sotto il nome collettivo di "Sansa, monasteri buddhisti di montagna coreani".

tempio Magoksa Corea del Sud

Il layout unico: un tempio diviso dall'acqua

Il Magoksa è caratterizzato da un layout unico tra i templi coreani: il complesso è diviso in due parti — nord e sud — da un torrente che lo attraversa. Il complesso settentrionale contiene il Daegwangbojeon, la sala principale del Buddha, e la pagoda di pietra a cinque piani con la caratteristica cuspide in stile tibetano costruita nel XIV secolo. Il complesso meridionale ospita invece un piccolo cortile con il Yeongsanjeon Hall e gli spazi per la pratica della meditazione Seon.

Il piccolo ponte di legno che collega i due complessi è uno degli elementi architettonici più fotografati del tempio: attraversarlo è un gesto semplice che però ha qualcosa di simbolico, come passare da un mondo all'altro. Il torrente sotto il ponte scorre con un suono costante che accompagna tutta la visita, mescolandosi al canto dei monaci nelle ore delle cerimonie e al silenzio del bosco nelle ore intermedie.

La pagoda di pietra a cinque piani è un Tesoro Nazionale della Corea del Sud ed è caratterizzata da una cuspide superiore diversa dallo stile tradizionale coreano, modellata su una pagoda del buddhismo tibetano — una delle sole tre al mondo con questa caratteristica. La commistione di influenze buddiste — coreana, cinese e tibetana — in un unico monumento è un esempio straordinario degli scambi culturali che percorrevano l'Asia medievale.

Kim Gu e il giunipero della liberazione

La storia più commovente del Magoksa non è quella dei monaci medievali ma quella di un uomo del XX secolo che vi trovò rifugio in un momento di disperazione e vi lasciò un segno che esiste ancora oggi.

Kim Gu — uno dei più importanti leader dell'indipendenza coreana dal colonialismo giapponese, noto con il nome di penna Baekbeom — fu imprigionato a Incheon dopo aver ucciso un ufficiale militare giapponese che aveva preso parte all'assassinio dell'Imperatrice Myeongseong. Durante la sua prigionia fu torturato e condannato a morte. Nel 1898 Kim Gu fuggì dal carcere e si rifugiò al Tempio Magoksa, dove ricevette il nome buddhista Wonjong e studiò sotto il maestro Haeundang.

Di fronte al Daegwangbojeon Hall si trova ancora oggi un albero di giunipero che Kim Gu piantò nel 1946, dopo la liberazione della Corea dal dominio coloniale giapponese, come gesto di rispetto e gratitudine verso il luogo che lo aveva ospitato nei suoi anni più difficili. Questo albero — ora alto e frondoso, piantato da mani che avevano già vissuto più di quanto la maggior parte degli uomini veda in una vita intera — è uno dei monumenti vivi più toccanti della Corea moderna. Nessuna targa lo spiega adeguatamente: bisogna sapere la storia per capire cosa si sta guardando.

Il Magoksa come centro d'arte buddhista

Il Magoksa fu chiamato "Centro d'Arte del Sud" per via dei numerosi monaci pittori famosi che vi produssero arte buddhista nel corso dei secoli. La tradizione pittorica del tempio fu portata avanti da Geumho, Boeung e Ilseop, e ogni anno si tiene il Bulmodareje in memoria di questi monaci artisti.

Sulla parete posteriore del Daegwangbojeon Hall, dietro la statua principale del Buddha, si trova un dipinto del Bodhisattva Avalokitesvara che è una delle opere più esemplari della tradizione pittorica di Magoksa. I visitatori che si limitano a osservare gli edifici dall'esterno spesso perdono questo capolavoro nascosto: vale la pena entrare in ogni sala del tempio e dedicare qualche minuto agli occhi, non solo ai piedi.

Il Templestay e la vita monastica

Il Magoksa offre programmi di Templestay dove i visitatori possono sperimentare la cultura buddhista condividendo per una o più notti la vita della comunità monastica. Il programma include la sveglia all'alba per la cerimonia dei tamburi e delle campane, la meditazione seduta, i pasti vegetariani in silenzio e una passeggiata meditativa nelle foreste di Taehwasan che circondano il tempio.

Il Magoksa è particolarmente spettacolare in primavera, quando le foreste del Monte Taehwasan si riempiono di ciliegi e magnolie in fioritura — una stagione che i locali descrivono con il detto "chun-magok-chu-gapsa", ovvero "Magoksa in primavera, Gapsa in autunno", a indicare i due momenti migliori per visitare i due templi più importanti della regione.

Come arrivare e informazioni pratiche

Il Magoksa si trova sul Monte Taehwasan a Gongju, nella Chungcheongnam-do. Dal terminal dei bus di Gongju si prende il bus numero 7 fino all'ultima fermata — un tragitto di 30-40 minuti, con partenze dalle 6:00 alle 20:30. In alternativa si può prendere un taxi dalla stazione dei bus di Gongju, circa 20 minuti di viaggio. Il tempio è aperto tutti i giorni dall'alba al tramonto. L'ingresso costa 3.000 won per gli adulti. Le prenotazioni per il Templestay si effettuano sul sito ufficiale del programma con alcune settimane di anticipo. Il periodo migliore per la visita è la primavera per la fioritura, ma l'autunno offre i colori del fogliame che rendono il percorso di avvicinamento al tempio tra i più belli della Chungcheongnam-do.