Odaesan e Tempio Woljeongsa: foreste millenarie e spirituali

Odaesan e Tempio Woljeongsa: foreste millenarie e spirituali

Scopri il Parco Nazionale di Odaesan e il Tempio Woljeongsa in Gangwon-do: il viale degli abeti, la pagoda di pietra a nove piani, il Templestay e le escursioni

Esistono luoghi che non hanno bisogno di essere spiegati. Basta arrivarci, fare qualche passo nel silenzio della foresta, sentire l'odore dei muschi e degli abeti bagnati di pioggia, e capire immediatamente perché i monaci buddhisti coreani abbiano scelto proprio questa valle per costruire il loro tempio millecentocinquant'anni fa. Il Parco Nazionale di Odaesan non è il più famoso né il più spettacolare della Corea del Sud — quello primato appartiene al Seoraksan vicino — ma ha qualcosa che il Seoraksan non può offrire: una quiete profonda, quasi fisica, che entra nelle ossa e non se ne va più.

Il Parco Nazionale di Odaesan: una foresta fuori dal tempo

Il Parco Nazionale di Odaesan si estende su oltre 300 chilometri quadrati nella parte centrale della provincia di Gangwon-do, al confine tra le montagne del Taebaek e la pianura costiera orientale. Il nome significa "montagna dei cinque picchi" — i cinque cime principali del massiccio che nella tradizione buddhista coreana corrispondono ai cinque punti cardinali del cosmo: nord, sud, est, ovest e centro — e questa corrispondenza cosmologica ha fatto del Odaesan un luogo sacro per il buddhismo coreano fin dalla sua prima evangelizzazione nel VII secolo.

La caratteristica più straordinaria del parco è la sua foresta. A differenza di molte aree protette coreane che conservano una vegetazione secondaria — cresciuta cioè dopo i disboscamenti massivi del periodo coloniale e della guerra — le foreste di Odaesan includono tratti di foresta primaria praticamente intatta: boschi di abeti coreani, querce mongole, tigli e aceri che non hanno mai conosciuto l'ascia, con alberi che raggiungono i 500 e persino i 1000 anni di età e un sottobosco ricchissimo di muschi, felci, funghi e fiori selvatici che cambia completamente da stagione a stagione.

In primavera il sottobosco si riempie di fiori bianchi e viola; in estate la volta delle chiome crea una penombra fresca e profumata che abbassa la temperatura di diversi gradi rispetto alla pianura; in autunno la foresta si tinge di tutti i colori dell'ocra e del rosso con una gradualità e una ricchezza cromatica che i fotografi naturalisti coreani inseguono anno dopo anno; in inverno la neve si accumula sui rami degli abeti creando paesaggi di una quiete assoluta, dove l'unico suono è il crepitio della neve che cade dagli alberi e il lontano scorrere del torrente sotto il ghiaccio.

Il viale degli abeti: uno degli ingressi più belli d'Asia

Il primo impatto con il Parco Nazionale di Odaesan — e con il Tempio Woljeongsa che si trova al suo interno — è uno di quelli che rimangono impressi nella memoria visiva per anni. Il sentiero che dall'ingresso principale conduce al tempio percorre circa un chilometro attraverso un viale di abeti coreani — gli jeonnamu — che si alzano verticali ai lati del percorso fino a formare una volta naturale a trenta, quaranta, cinquanta metri di altezza sopra la testa del camminatore.

Questi abeti non sono stati piantati da un giardiniere: sono lì da secoli, cresciuti spontaneamente attorno al percorso che i monaci percorrevano quotidianamente tra il tempio e il mondo esterno, e il tempo ha creato quella simmetria vegetale che oggi appare quasi progettata. Il viale è percorso da un piccolo torrente che lo costeggia per tutto il tragitto, con ponticelli di legno che permettono di attraversarlo in più punti. Il suono dell'acqua accompagna i passi del camminatore per tutto il percorso, creando un'esperienza sensoriale che molti visitatori descrivono come meditativa ancora prima di entrare nel tempio.

Il viale degli abeti è considerato uno dei più bei percorsi naturali di accesso a un tempio in tutta la Corea del Sud, e viene citato frequentemente nelle classifiche dei luoghi più fotogenici del paese. In ogni stagione offre qualcosa di diverso: i riflessi verdi dell'estate, i colori dell'autunno che filtrano tra le chiome, la neve invernale che si accumula sui rami in modo quasi teatrale.

Il Tempio Woljeongsa: mille anni di storia buddhista

Il Tempio Woljeongsa — il cui nome significa "tempio della luna tranquilla" — fu fondato nel 643 d.C. dal monaco Jajang, lo stesso che secondo la tradizione fondò il Tempio Sinheungsa al Seoraksan, dopo un lungo periodo di studio in Cina da cui aveva riportato reliquie del Buddha storico e una profonda conoscenza del buddhismo tantrico. Jajang scelse la valle di Odaesan per la sua somiglianza con il Monte Wutai in Cina, la montagna sacra del Bodhisattva Manjushri che lui aveva visitato durante il suo pellegrinaggio asiatico.

Nei quattordici secoli successivi il Woljeongsa è stato distrutto e ricostruito più volte — incendi, invasioni, la devastazione della guerra di Corea che bruciò quasi completamente il complesso nel 1950 — ma ha sempre rinato dalle proprie ceneri, come un phoenix monastico che la fede dei monaci e dei fedeli ha continuamente riportato in vita. Gli edifici che vediamo oggi sono prevalentemente ricostruzioni del dopoguerra, ma il sito e l'atmosfera — quella combinazione di foresta, acqua, pietra e incenso che definisce i grandi templi coreani — sono rimasti intatti attraverso tutti i traumi della storia.

La Pagoda di Pietra a Nove Piani

Pagoda a nove piani tempio Woljeongsa

Il gioiello architettonico del Woljeongsa è la sua pagoda di pietra a nove piani, una delle strutture religiose più eleganti e meglio conservate della Corea del Sud. Costruita durante il periodo Goryeo — probabilmente intorno al X-XI secolo — la pagoda si erge nel cortile principale del tempio con una grazia e una leggerezza che contraddicono il peso della pietra di cui è fatta.

La struttura ottagonale — forma insolita per una pagoda coreana, più comune nelle pagode del periodo Goryeo rispetto a quelle Joseon — si assottiglia verso l'alto in una serie di piani decorati con bassorilievi di figure buddhiste, fiori di loto e pattern geometrici di raffinatezza straordinaria. La cuspide superiore, in bronzo dorato, riflette la luce in modi diversi secondo l'ora del giorno e la stagione, creando un effetto visivo che i monaci del Goryeo avevano sicuramente calcolato con precisione. Davanti alla pagoda è inginocchiata una statua di bodhisattva in pietra — il Bodhisattva Manjushri — in un gesto di adorazione che sembra rinnovato ad ogni alba.

La pagoda è un Tesoro Nazionale della Corea del Sud, classificazione riservata agli oggetti e agli edifici di eccezionale valore storico e artistico: la sua presenza nel cortile del Woljeongsa è il motivo principale per cui i visitatori di tutto il paese e del mondo vengono fino a questa valle remota della Gangwon-do.

Parco Nazionale di Odaesan e Tempio Woljeongsa

Il Sangjinwon e le cime sacre

Per gli escursionisti il Parco Nazionale di Odaesan offre una serie di sentieri che portano alle cinque cime sacre del massiccio, ognuna con il proprio santuario buddhista e la propria tradizione di pellegrinaggio. Il percorso verso il Birobong — la cima principale a 1.563 metri — è accessibile anche ai camminatori di media preparazione e offre vedute spettacolari sulla foresta sottostante e sulle montagne circostanti.

Il Sangjinwon è un eremo monastico sulla cima nord del massiccio che ha una storia di oltre mille anni di occupazione monastica continua: i monaci che vi risiedono seguono ancora oggi una regola di vita austera e meditativa che include la veglia notturna, il digiuno periodico e la recitazione dei sutra all'alba. L'eremo è occasionalmente aperto ai visitatori laici per ritiri di meditazione templare — i nightly templestay — che permettono di condividere per una o più notti la vita della comunità monastica.

Templestay a Woljeongsa: dormire nel tempio

Parco Nazionale di Odaesan e templi buddisti in Corea del Sud

Il Woljeongsa è uno dei templi coreani più rinomati per il programma Templestay, l'iniziativa promossa dall'Ordine Buddhista Jogye che permette ai visitatori di soggiornare nei templi e partecipare alla vita monastica per uno o più giorni. Il programma del Woljeongsa include la sveglia all'alba per la cerimonia mattutina dei tamburi e delle campane, la meditazione seduta, il pranzo vegetariano in silenzio secondo le regole monastiche, la cerimonia del tè, la calligrafia buddhista e una passeggiata meditativa nella foresta con un monaco che guida l'attenzione verso i dettagli del paesaggio naturale.

L'esperienza non richiede alcuna affiliazione religiosa buddhista: è aperta a visitatori di ogni fede e background e viene vissuta da molti partecipanti come un'esperienza di reset mentale e fisico straordinariamente efficace. Il prezzo per una notte di Templestay al Woljeongsa include il pernottamento, i pasti vegetariani e tutte le attività: è una delle esperienze più autentiche e intense che la Corea del Sud possa offrire a un viaggiatore curioso.

Pyeongchang e le Olimpiadi Invernali del 2018

Il Parco Nazionale di Odaesan si trova nella contea di Pyeongchang — sì, quella Pyeongchang — la stessa che nel febbraio del 2018 ospitò i Giochi Olimpici Invernali. Le infrastrutture costruite per le Olimpiadi hanno migliorato significativamente la connettività della regione: il treno KTX ad alta velocità arriva ora fino a Jinbu Station, a pochi chilometri da Pyeongchang, riducendo il tempo di viaggio da Seoul a meno di due ore. Questo ha reso il Parco Nazionale di Odaesan molto più accessibile rispetto al passato, trasformando quello che era un viaggio da pianificare attentamente in una gita fattibile anche in un singolo giorno da Seoul.

Come arrivare e informazioni pratiche

Il Parco Nazionale di Odaesan è raggiungibile da Seoul in circa due ore con il treno KTX fino alla Stazione di Jinbu, seguita da un autobus locale fino all'ingresso del parco. In alternativa ci sono autobus espressi da Seoul che arrivano direttamente a Jinbu o a Gangneung, città costiera vicina al parco. Il biglietto di ingresso al parco costa 3.500 won per gli adulti. Il Tempio Woljeongsa ha un biglietto di ingresso separato di 5.000 won. Il parco è aperto tutto l'anno, con alcuni sentieri di alta quota chiusi in inverno. Il periodo migliore per la visita è l'autunno per i colori della foresta, ma la primavera e l'estate sono altrettanto belle per escursioni e visite culturali. Le prenotazioni per il Templestay si effettuano online sul sito ufficiale del programma con diversi mesi di anticipo, specialmente per i periodi di alta stagione.