Mondiali calcio a Seoul: la Corea vive i Mondiali in piazza

Mondiali calcio a Seoul: la Corea vive i Mondiali in piazza

A Gwanghwamun Square migliaia di coreani in rosso tifano la nazionale ai Mondiali 2026 nonostante il caldo record. Leggi su lacorea.it...

C'è un momento in cui capisci davvero cosa significa essere coreani, ed è quando migliaia di persone si riversano in piazza vestite di rosso, sotto un sole implacabile, per gridare insieme "Dae-han-min-guk" — Repubblica di Corea. È successo di nuovo venerdì 19 giugno 2026 a Gwanghwamun Square, nel cuore di Seoul, durante la partita della Corea del Sud contro il Messico ai Mondiali 2026.

Non importa che fosse un giorno feriale. Non importa che la prima ondata di caldo della stagione avesse portato le temperature a 32 gradi. Non importa nemmeno che, alla fine, la Corea abbia perso 1-0. La piazza si è riempita lo stesso, e questo fenomeno — chiamato street cheering, il tifo collettivo all'aperto — è una delle esperienze più autentiche che si possano vivere in Corea del Sud.

Cos'è lo street cheering e perché è un'istituzione coreana

Lo street cheering non è semplicemente "guardare la partita su un maxischermo". È un rituale collettivo che affonda le radici nei Mondiali di Corea-Giappone 2002, quando milioni di coreani invasero le strade di Seoul per sostenere la nazionale, creando un'onda di unità nazionale che il Paese non aveva mai vissuto in quella forma. Da allora, ogni grande competizione internazionale della nazionale di calcio porta gli stessi luoghi simbolo a riempirsi di tifosi in maglia rossa.

A Gwanghwamun, già entro le 11 del mattino — a metà della partita iniziata all'ora di pranzo — si erano radunati circa 18.000 tifosi, trasformando la piazza di pietra e le strade circostanti in un mare di rosso. Impiegati in giacca e cravatta usciti di nascosto dall'ufficio, famiglie con bambini, studenti, anziani: lo street cheering abbatte ogni barriera generazionale e sociale.

Bambini con magliette rosse tifano per la nazionale sudcoreana di calcio in Piazza Gwanghwamun, a Seul, durante la partita del Gruppo A tra Corea del Sud e Messico ai Mondiali FIFA 2026, venerdì. Foto: Shim Hyun-chul / Korea Times.

Bambini con magliette rosse tifano per la nazionale sudcoreana di calcio in Piazza Gwanghwamun, a Seul, durante la partita del Gruppo A tra Corea del Sud e Messico ai Mondiali FIFA 2026, venerdì. Foto: Shim Hyun-chul / Korea Times.

Un caldo record non ferma la passione

Quella di giugno 2026 è stata la prima ondata di caldo della stagione, con il termometro fermo su 32 gradi sotto un sole a picco. I tifosi si sono organizzati come sanno fare solo i coreani: ventagli portatili, cappelli a tesa larga, ombrellini parasole e le immancabili "cooling patch", i cerotti rinfrescanti che in Corea si trovano in ogni convenience store durante l'estate.

La città ha distribuito acqua in bottiglia direttamente in piazza e ha schierato ambulanze e personale medico per eventuali emergenze legate al caldo. La macchina organizzativa è stata imponente: 919 addetti alla sicurezza tra personale comunale, dei distretti e forze di polizia, quasi il doppio rispetto ai 526 schierati per la precedente partita contro la Repubblica Ceca.

L'atmosfera: tamburi, Arirang e cori da stadio

A Gwanghwamun, tra i grattacieli che ospitano alcune delle aziende più importanti del Paese, l'atmosfera era quella di un vero e proprio festival estivo. Rullate di tamburo, versioni cantate di "Arirang" — la canzone popolare più identitaria della Corea — e l'inno non ufficiale "Oh, Pilseung Korea" rimbalzavano tra i palazzi degli uffici. Ogni avanzata della squadra faceva esplodere un boato; ogni occasione fallita produceva un lamento collettivo, seguito immediatamente da applausi e nuovi cori, in un'altalena emotiva che è essa stessa parte dello spettacolo.

Nella ripresa, il commissario tecnico Hong Myung-bo ha tentato la carta dei cambi, facendo entrare Oh Hyeon-gyu e Hwang Hee-chan al posto di Son Heung-min e Lee Jae-sung al 57', e inserendo Cho Gue-sung all'83' nel tentativo disperato di trovare il gol del pareggio. Ogni sostituzione ha fatto impennare il volume della piazza, ma il risultato non si è schiodato: 1-0 per il Messico, una delle squadre più forti del torneo e nazione co-organizzatrice.

Non solo Gwanghwamun: la febbre mondiale in tutta Seoul

Lo spirito di sostegno collettivo non si è fermato alla piazza principale. Folle si sono radunate anche nel distretto finanziario di Yeouido e davanti alla sede principale del grande magazzino Shinsegae a Myeong-dong, dove gli schermi all'aperto hanno raccolto impiegati e passanti che intonavano insieme "Dae-han-min-guk" mentre il traffico cittadino scorreva tutt'intorno.

Anche lontano dalla piazza principale, ristoranti di pollo fritto nei pressi di Gwanghwamun e City Hall — che avevano allestito grandi schermi per la diretta — si sono riempiti di impiegati in pausa pranzo prolungata, trasformando il momento del lunch break in una vera festa di quartiere.

Quando i tifosi avversari diventano parte della festa

Tra il mare di maglie rosse, spiccavano isole di verde: i tifosi messicani arrivati per sostenere la propria nazionale. Due cittadine messicane residenti a Osan, nella provincia del Gyeonggi, sono arrivate già alle 8:30 del mattino per assicurarsi un posto in prima fila, scegliendo simbolicamente Gwanghwamun per il suo significato storico nella cultura coreana e calcistica.

Una di loro ha raccontato di essere lì non solo per la squadra del cuore ma anche per "tifare per l'unità tra le culture", sottolineando come l'atmosfera fosse priva di qualsiasi tensione: solo persone di nazioni diverse che festeggiano fianco a fianco, scambiandosi persino foto Polaroid scattate insieme ai tifosi coreani seduti accanto a loro.

Anche una studentessa tedesca in scambio universitario ha scelto di indossare la maglia rossa della Corea per "mimetizzarsi" tra i tifosi locali, raccontando il proprio affetto per il Paese che la ospita, secondo solo a quello per la propria nazionale.

Tifosi coreani in piazza

Tifosi coreani in piazza.

Un passaggio di testimone tra generazioni

Per molti bambini, quella di venerdì è stata la prima esperienza diretta di un fenomeno che fino a quel momento conoscevano solo attraverso i racconti dei genitori. Un bambino di 11 anni, accompagnato dalla madre, ha vissuto il suo primo vero street cheering dopo aver già assistito alla precedente partita contro la Repubblica Ceca.

Sua madre ha spiegato di aver voluto fargli provare anche solo una frazione dell'atmosfera che lei stessa visse nel 2002 davanti al municipio di Seoul, quando l'intera nazione tifava come un corpo unico. Ha aggiunto di aver colto l'occasione anche per insegnargli che nella vita non si vince sempre, anche dando il massimo — una lezione che vale più di qualsiasi giorno di scuola.

Il prossimo appuntamento

La nazionale coreana tornerà in campo il 26 giugno alle 10 del mattino contro il Sudafrica, nell'ultima partita del girone. Se la passione vista a Gwanghwamun è un indicatore, è facile immaginare che le strade di Seoul si tingeranno di rosso ancora una volta.

Perché vivere lo street cheering se sei a Seoul

Per chi si trova in Corea del Sud durante un grande evento sportivo internazionale, partecipare allo street cheering a Gwanghwamun, Yeouido o davanti ai grandi magazzini del centro è un'esperienza che va ben oltre il calcio. È un modo diretto per toccare con mano l'identità coreana, quel senso di comunità che il Paese sa esprimere in pochissime altre occasioni con la stessa intensità. Non serve un biglietto, non serve conoscere il coreano: basta una maglia rossa, tanta acqua e la voglia di gridare insieme a decine di migliaia di sconosciuti "Dae-han-min-guk".

Foto / Photo: tifosi di calcio partecipano al tifo collettivo in Piazza Gwanghwamun, a Seul, per sostenere la Corea del Sud durante la partita del Gruppo A contro il Messico ai Mondiali FIFA 2026, venerdì. Foto: Shim Hyun-chul / Korea Times.