Boseong: guida ai campi di tè verde della Corea

Boseong: guida ai campi di tè verde della Corea

Come visitare Daehan Dawon a Boseong: orari, biglietti, come arrivare da Seoul e cosa vedere tra le colline di tè verde più famose della Corea del Sud.

Se chiedete a un coreano dove si beve il tè migliore del Paese, la risposta arriva quasi sempre uguale: Boseong. Siamo nella provincia di Jeollanam-do, sulla costa sud-occidentale della Corea del Sud, in una zona di colline basse e umidità costante che la maggior parte dei turisti italiani salta a piè pari perché troppo lontana da Seoul. Eppure è qui, tra nebbia mattutina e file ordinatissime di arbusti verde scuro, che si trova uno dei paesaggi più fotografati (e meno raccontati in italiano) di tutta la Corea.

Boseong produce da sola circa un terzo di tutto il tè verde coreano, ed è per questo che viene chiamata, senza troppa fantasia ma a ragione, la "capitale del tè" del Paese. Non è un titolo onorifico recente: le prime piantagioni organizzate risalgono al periodo coloniale giapponese, alla fine degli anni '30, quando il clima mite, le piogge frequenti e il terreno collinare vennero riconosciuti come ideali per la coltivazione della Camellia sinensis, la pianta da cui si ricava ogni tipo di tè. Dopo la guerra le piantagioni sono state riconvertite ed espanse, fino a diventare oggi un'industria che dà lavoro a buona parte della contea e un'attrazione turistica capace di richiamare visitatori da tutta la Corea, soprattutto in primavera.

Daehan Dawon, la piantagione che tutti vengono a fotografare

Se cercate "campi di tè Corea" su qualunque motore di ricerca, le foto che escono sono quasi certamente scattate a Daehan Dawon (대한다원), la piantagione più grande e conosciuta di Boseong, aperta al pubblico dal 1957. L'ingresso è già uno spettacolo: un lungo viale fiancheggiato da cedri altissimi, piantati apposta per creare un tunnel d'ombra prima che il paesaggio si apra sulle colline di tè. Da lì partono tre percorsi che si possono fare in sequenza o scegliere singolarmente: un sentiero nella foresta di cedri, un boschetto di bambù che improvvisamente cambia colore e temperatura rispetto al resto del parco, e infine il punto più atteso, la terrazza panoramica a circa 350 metri di quota, da cui nelle giornate limpide si intravede persino il mare.

Non serve essere esperti di fotografia per capire perché questo posto sia diventato un classico: le file di tè disegnano curve regolarissime che seguono la pendenza del terreno, e la luce del primo mattino, quando la nebbia non si è ancora alzata, crea un effetto quasi irreale. Chi ha guardato almeno un drama coreano ambientato in campagna probabilmente ha già visto Boseong senza saperlo: qui sono state girate scene di produzioni note anche fuori dalla Corea come Legend of the Blue Sea, Summer Scent e The Rebel, oltre a innumerevoli spot pubblicitari e servizi fotografici.

Quando andare e cosa aspettarsi

Daehan Dawon è aperta tutto l'anno, senza giorni di chiusura: da marzo a ottobre l'orario è 9:00-18:00, da novembre a febbraio 9:00-17:00, con ultimo ingresso un'ora prima della chiusura. Il biglietto costa 4.000 won a persona (circa 2,70 euro), 3.000 won in gruppo o per bambini e anziani: cifre che, per chi arriva dall'Italia abituato a prezzi diversi per attrazioni naturalistiche di questo livello, sembrano quasi simboliche.

Il periodo più famoso resta la tarda primavera, quando le foglie più tenere vengono raccolte per il tè di qualità superiore e la contea organizza il tradizionale festival del tè verde, con degustazioni, laboratori di raccolta e la piantagione illuminata anche di sera. Ma vale la pena sapere una cosa che raramente viene detta: Boseong è bella anche fuori stagione. In autunno l'aria è più tersa e le foto vengono ancora meglio per il contrasto tra il verde intenso del tè e i colori caldi del resto del paesaggio; in inverno, quando la nebbia si alza dalle colline umide, il posto assume un'atmosfera quasi silenziosa che in alta stagione è impossibile trovare. Chi viaggia in autunno, come in questo periodo dell'anno, evita anche le code ai punti fotografici più richiesti.

Come arrivarci da Seoul

Boseong non è sulla rotta dei grandi treni ad alta velocità, e questo è probabilmente il motivo per cui resta poco conosciuto fuori dalla Corea. Il modo più comodo è prendere un KTX da Seoul (stazione di Yongsan o Seoul) fino a Suncheon o Gwangju Songjeong, un viaggio di circa due ore e mezza, e da lì proseguire in autobus intercity fino a Boseong (circa un'ora) o, per chi preferisce non gestire coincidenze, noleggiare un'auto o prenotare un transfer privato. Da Boseong centro, un taxi porta a Daehan Dawon in una decina di minuti. Considerando i trasferimenti, meglio mettere in conto una giornata intera se si parte e si torna in giornata da Seoul, oppure una notte in zona per godersela con calma: c'è chi la abbina a un weekend che comprende anche altre tappe del Jeollanam-do, la provincia gastronomica per eccellenza della Corea del Sud.

Cosa mangiare (e portare a casa)

A Boseong il tè non si beve soltanto: si mangia. Il gelato al tè verde locale è diverso da quello industriale che si trova a Seoul o negli aeroporti: qui viene prodotto con foglie coltivate a pochi metri di distanza, ed è meno dolce e più erbaceo di quanto un palato italiano si aspetti al primo assaggio. Lungo la strada che porta a Daehan Dawon si trovano anche noodle al tè verde, maiale grigliato marinato con foglie di tè, e persino il samgyeopsal "verde", dove il grasso della carne viene bilanciato dall'amaro leggero del tè. Come souvenir, comprare direttamente qui buste di foglie essiccate o bustine pregiate ha molto più senso che portarsi a casa il primo pacchetto trovato in un supermercato di Seoul: il prezzo è simile, ma la provenienza è certa.

Chi ha ancora tempo può spingersi fino a Beolgyo, cittadina a una ventina di minuti da Boseong resa famosa in Corea dal romanzo Taebaek Mountain Range di Jo Jung-rae e oggi conosciuta soprattutto per le sue moleche (kkomak), piccole vongole di fango cotte al vapore che si trovano ovunque nei mercati locali durante la stagione fredda. È il classico angolo di Corea che non finisce mai nelle guide turistiche generaliste, ma che racconta il Paese meglio di molte tappe più battute.

Un bagno nel tè verde, letteralmente

C'è un dettaglio che quasi nessuna guida in italiano racconta, ed è tra le cose più curiose di tutta la zona: a una ventina di minuti da Daehan Dawon, sulla spiaggia di Yulpo, esiste una spa pubblica che riscalda acqua di mare mescolata a estratto di tè verde locale, la Yulpo Haesu Nokchatang. Non è un centro benessere di lusso in stile occidentale, ma un classico bagno pubblico coreano (jjimjilbang) con vasche a temperature diverse, dove l'acqua ha una tonalità verdastra e un leggero profumo erbaceo. Per chi è già stanco di piedi dopo una camminata tra le colline di tè, è probabilmente la conclusione di giornata più coerente con il resto della visita: si finisce dove tutto è cominciato, ma immersi fino al collo.

Domande frequenti su Boseong e Daehan Dawon

Quanto tempo serve per visitare Daehan Dawon? Tra due e tre ore bastano per percorrere con calma tutti e tre i sentieri (cedri, bambù e terrazza panoramica) e fermarsi a scattare foto, più un'altra mezz'ora se ci si vuole fermare per un gelato al tè verde o per fare acquisti nel negozio della piantagione.

Si può visitare Boseong in giornata da Seoul? Tecnicamente sì, ma è una giornata lunga: considerando andata e ritorno in KTX più i trasferimenti locali, si viaggia più di quanto si visiti. Se il tempo lo permette, una notte in zona (magari combinata con una tappa a Suncheon o sulla costa del Jeollanam-do) rende l'esperienza molto meno frenetica.

Qual è il periodo migliore per andare? La tarda primavera è il momento più famoso, con il festival del tè e le foglie più tenere appena raccolte, ma settembre e ottobre offrono cieli più tersi, meno visitatori e temperature più gradevoli per camminare tra le colline.

Esistono altre piantagioni di tè oltre Daehan Dawon? Sì: Boseong conta decine di piccole aziende agricole a conduzione familiare sparse sulle colline circostanti, meno organizzate per il turismo ma spesso disposte a far assaggiare o vendere il proprio tè direttamente, per chi ha un'auto a noleggio e voglia di uscire dai percorsi più battuti.

Un'idea di viaggio diversa dal solito

Boseong non è pensata per un turismo mordi e fuggi, ed è proprio questo il punto: è il tipo di tappa che premia chi ha già visto Seoul e Busan e cerca qualcosa che assomigli di più alla vita reale del Paese. Non aspettatevi grandi infrastrutture turistiche in stile occidentale, cartelli multilingue ovunque o folle di visitatori stranieri: aspettatevi invece colline curate con precisione millimetrica, un silenzio interrotto solo dal vento tra le foglie, e la sensazione, rara in un viaggio organizzato, di essere arrivati in un posto che esisteva già prima del turismo e continuerà a esistere dopo. Se già amate i rituali del tè coreano, vedere da vicino da dove arrivano quelle foglie chiude il cerchio in modo che nessuna cerimonia in un caffè di Seoul potrà mai replicare.

File ordinate di arbusti di tè verde su una collina

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In pratica: se il vostro itinerario in Corea del Sud prevede più di cinque o sei giorni, o se semplicemente siete già stati a Seoul e volete vedere qualcos'altro, Boseong merita di entrare in lista. Non è un'attrazione da spuntare in fretta, ma un luogo che si visita con calma, magari con un binocolo per goderselo dalla terrazza panoramica, una tazza di tè caldo in mano e la certezza di aver trovato un pezzo di Corea che pochi italiani hanno visto con i propri occhi.

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