Movimento 1° Marzo: la lotta per l'indipendenza coreana
Scopri la storia del Movimento Sam-il del 1919: la rivolta del popolo coreano contro il dominio coloniale giapponese e il sacrificio per la libertà della Corea.
Il Movimento del 1° marzo, noto anche come Movimento Sam-il (3-1) (coreano: 3·1 운동), fu un significativo movimento di protesta all'inizio del 1919 da parte del popolo coreano che chiedeva l'indipendenza dal Giappone imperiale e un arresto all'assimilazione forzata nella cultura giapponese.
| Manse! Primo marzo: nasce il movimento Man-sei di indipendenza dal Giappone coloniale |
È indicato anche come le Manifestazioni Man-se 만세운동 (da urlare rigorosamente a braccia alzate!). È ricordato come uno dei primi e più grandi movimenti di protesta per l'indipendenza coreana, e come un catalizzatore per future attività indipendentiste. Trentatré leader culturali e religiosi coreani emisero una proclamazione, supportata da migliaia di studenti e civili a Seoul. Ci furono oltre 1.000 manifestazioni in molte altre città. Queste furono brutalmente represse, con il storico coreano Park Eun-sik che riportava circa 7.500 morti e 16.000 feriti, e 46.000 arrestati.
La Dichiarazione di Indipendenza e i 33 firmatari
Il movimento non nacque dal nulla. Il 1° marzo 1919, un gruppo di 33 leader religiosi, intellettuali e politici coreani — tra cui figure di spicco del cristianesimo, del buddismo e del cheondoismo — firmò e lesse pubblicamente una Dichiarazione di Indipendenza nel ristorante Taehwagwan di Seoul. Sapevano che sarebbero stati arrestati. E infatti lo furono tutti, quasi immediatamente. Ma il loro gesto accese la miccia: la folla che attendeva fuori iniziò a gridare "Man-se!" e la protesta si propagò in tutto il Paese come un incendio.
Il ruolo degli studenti e delle scuole
Furono soprattutto gli studenti a dare energia al movimento. Il 1° marzo, gli allievi delle scuole superiori e delle università di Seoul scesero in piazza con bandiere coreane nascoste sotto i cappotti. Molti non avevano nemmeno 18 anni. A Pyongyang, Seoul, Daegu, a Jeonju, gli studenti organizzarono proteste spontanee, spesso senza coordinamento tra loro. La loro determinazione colpì persino gli osservatori stranieri presenti in Corea, che parlarono di "una generazione che non ha paura".
Il mercato di Pyongyang: la protesta più grande
Se Seoul fu il cuore simbolico del movimento, Pyongyang fu il luogo della protesta più massiccia. Il 2 e 3 marzo 1919, oltre 100.000 persone si radunarono nella piazza del mercato della città, gridando "Man-se!" e sventolando bandiere coreane. I giapponesi risposero con spari sulla folla. Si stima che a Pyongyang morirono centinaia di persone in quei giorni. La città divenne uno dei simboli della resistenza, e ancora oggi la Corea del Nord rivendica il movimento come parte della propria storia fondativa.
Le donne che sfidarono l'occupazione
Un aspetto spesso dimenticato è il ruolo delle donne. Durante il Movimento Man-se, molte donne scesero in piazza per la prima volta nella storia coreana moderna. Alcune, come Yu Gwan-sun, una studentessa di appena 16 anni, divennero simboli della resistenza. Yu Gwan-sun fu arrestata, torturata e morì in prigione nel 1920. La sua storia è ancora oggi insegnata nelle scuole coreane come esempio di coraggio e sacrificio.
La repressione giapponese: numeri e testimonianze
La risposta giapponese fu brutale. Secondo stime coreane, i morti furono oltre 7.500, i feriti circa 16.000 e gli arrestati 46.000. I giapponesi usarono fucili, baionette e torture per reprimere le proteste. Testimonianze dell'epoca raccontano di villaggi dati alle fiamme e di intere famiglie uccise. Ma la repressione non fermò il movimento: al contrario, rafforzò la determinazione di molti coreani a lottare per l'indipendenza.
Il Governo Provvisorio di Shanghai
Una delle conseguenze più importanti del Movimento Man-se fu la nascita, nell'aprile 1919, del Governo Provvisorio Coreano a Shanghai. Questo governo in esilio, guidato da figure come Syngman Rhee e Kim Gu, divenne il punto di riferimento per la lotta per l'indipendenza. Operò per decenni, coordinando la resistenza e cercando il riconoscimento internazionale. La sua eredità è ancora oggi rivendicata sia dalla Corea del Sud che dalla Corea del Nord.
Il "Man-se" che risuona ancora oggi
Ogni anno, il 1° marzo, la Corea del Sud celebra la Giornata del Movimento per l'Indipendenza. Le strade di Seoul si riempiono di bandiere coreane, e il grido "Man-se!" risuona nelle piazze. Ma c'è un aneddoto curioso: durante le celebrazioni del centenario, nel 2019, un gruppo di studenti ha ricreato la scena della lettura della Dichiarazione di Indipendenza nello stesso luogo dove avvenne nel 1919 — il sito dell'ex ristorante Taehwagwan. La folla, come cento anni prima, ha gridato "Man-se!". Un modo per ricordare che la memoria non si cancella.
La Corea raggiunse infine l'indipendenza decenni dopo la resa del Giappone alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Oggi, il 1° marzo è celebrato come giorno festivo nazionale in Corea del Sud, ma non in Corea del Nord.
Leggi anche: Nomi e volti dei parlamentari che hanno boicottato l'impeachment
Esplora lacorea.it
- Viaggio in Corea del Sud
- Cosa vedere a Seoul
- Cosa vedere a Busan
- Cosa vedere a Jeju
- Cosa vedere a Gyeongju
- Cosa vedere a Daegu
- Cosa vedere a Gwangju
- Cosa vedere a Daejeon
- Cosa vedere a Ulsan
- Cosa vedere a Sokcho
- Cosa vedere a Incheon
- Dove mangiare in Corea
- Dove dormire in Corea
- Mappa turistica Corea
- Guida Corea del Sud
- Destinazioni Corea del Sud
- Cosmetici coreani