Il serbatoio Baekje di 1.600 anni scoperto a Chungju

Il serbatoio Baekje di 1.600 anni scoperto a Chungju

A Chungju il più grande serbatoio in legno dell'epoca Baekje: semi, ossa e oggetti quotidiani conservati nel fango per 1.600 anni.

Seoul è sempre stata destinata a essere il centro della Corea? Un serbatoio di legno di 1.600 anni fa, portato alla luce a Chungju, nel Chungcheong del Nord, suggerisce che il potere fosse un tempo concentrato altrove sulla penisola. Il ritrovamento arriva dalla fortezza di Jangmisanseong, sul Monte Jangmi, un tempo caposaldo difensivo conteso a turno dai tre regni della Corea antica: Baekje, Goguryeo e Silla.

Un crocevia strategico tra Seoul e l'entroterra

Duemila anni fa, l'area dove oggi si incontrano il fiume Namhan e il torrente Dalcheon era un territorio conteso: si trovava esattamente a metà strada tra Hanseong, l'antico nome di Seoul, e la regione interna del Gyeongsang, un punto di passaggio obbligato per trasporti e commerci. Dalla cima del Monte Jangmi, a 337,5 metri sul livello del mare, si domina ancora oggi tutta la valle di Chungju: un tempo era un avamposto militare, oggi è soprattutto un bel punto panoramico.

Il serbatoio più grande mai trovato dell'epoca Baekje

Gli archeologi hanno riportato alla luce un serbatoio in legno capace di contenere fino a 80.000 litri d'acqua, abbastanza per sostenere 300 persone per circa due mesi e mezzo. È il più grande mai ritrovato dell'epoca Baekje, costruito nella prima metà del quinto secolo e rimasto in uso per circa un secolo. Le pareti interne sono realizzate con tronchi interi di quercia e castagno lunghi oltre 7 metri, incastrati in nove strati così precisi da restare praticamente impermeabili ancora oggi. "Non era solo una fortezza difensiva", ha spiegato Lim Jong-deock, direttore generale del National Research Institute of Cultural Heritage: "fu costruita e gestita con la tecnologia e le risorse organizzative del governo centrale di Baekje".

Cosa si è conservato nel fango

Il fango accumulato dentro il serbatoio per 1.600 anni ha conservato una quantità sorprendente di reperti: circa 50 specie di piante coltivate e selvatiche, tra cui riso, fagioli rossi e soia, oltre a ossa di mucche, cavalli, maiali, cani e fagiani. Tra i ritrovamenti più rari, un cesto intrecciato, un anello nasale per bovini e un'ascia in ferro con ancora il manico di legno intatto, la prima testimonianza di questo tipo mai trovata per il periodo dei Tre Regni. Lo stesso tipo di anello nasale compare anche negli affreschi della tomba di Anak n. 3 di Goguryeo: un segno di quanto i buoi fossero centrali per il trasporto dei rifornimenti verso la fortezza.

Un lavoro ancora agli inizi

L'istituto sta ancora setacciando a mano, con l'aiuto dell'acqua, 83 tonnellate di fango: finora è stato esaminato solo circa un quarto del materiale, e altri ritrovamenti sono attesi. Gli scavi coprono per ora 2.200 metri quadrati, appena lo 0,5% dell'intero sito storico di 440.000 metri quadrati. I principali reperti sono esposti al pubblico nella sala espositiva dell'istituto a Chungju fino al 31 dicembre.

in copertina: il ritrovamento della vasca di raccolta acqua (immagine leggermente modificata con IA)

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