Slow jogging: la tendenza fitness che conquista la Corea
Lo slow jogging, corsa lentissima a passi piccoli, sta diventando virale in Corea e sui social come "Korean slow jogging". Come funziona e perché piace così ta…
Passi piccolissimi, ritmo da conversazione: così funziona lo slow jogging
Una fila di runner che avanza a piccoli passi in un parco del sud di Seoul, con un'andatura che sembra più un'ondeggiata da pinguino che una vera corsa: c'è chi si ferma incuriosito, chi si aggrega senza nemmeno sapere di cosa si tratti. "Oh, quello è slow jogging", commenta qualcuno passando. In Corea questo tipo di corsa lentissima, a un ritmo che permette di parlare tranquillamente, sta vivendo un momento d'oro, ed è arrivata anche sui social internazionali sotto il nome di "Korean slow jogging".
Benvenuti nella corsia lenta
A Wirye, quartiere del distretto di Songpa a Seoul, un gruppo di residenti si ritrova ogni sera dietro la biblioteca del quartiere per una sessione di slow jogging: partecipanti tra i 30 e i 60 anni, principianti e habitué mescolati insieme. Dopo cinque minuti di stretching, il gruppo si dispone in fila indiana dietro il caposquadra, con i piedi che rimbalzano rapidissimi mentre il corpo avanza al ritmo di una semplice camminata.
"Sento che mi sta aiutando a perdere peso, e penso che farà bene anche ai miei figli che hanno caviglie e schiena delicate", racconta una partecipante al suo quarto allenamento. Il gruppo corre insieme dal 2024, richiamando tra le 10 e le 20 persone a sessione: incontri gratuiti, aperti a chiunque voglia unirsi.
Nato in Giappone, rimbalza in Corea
Nonostante il soprannome "Korean slow jogging" che circola online, l'esercizio non è nato in Corea: fu sviluppato in Giappone dal fisiologo Hiroaki Tanaka, professore alla Fukuoka University, attorno a quella che lui stesso chiamò "andatura niko niko", un ritmo abbastanza dolce da permettere di sorridere e chiacchierare mentre si corre. Il metodo iniziò a diffondersi in Corea a metà degli anni 2010, e nel 2016 nacque la Korea Slow Jogging Association, che da allora organizza corsi, forma istruttori e promuove la pratica in tutto il paese, arrivando di recente anche a ricevere richieste di lezioni da Brasile, Spagna e Stati Uniti.
Quello che rende lo slow jogging coreano riconoscibile è il suo carattere: rumoroso, ritmato sulla musica, praticato da gruppi con una fascia d'età che va dai 40 agli 80 anni, con un'energia definita "più giovane, più luminosa". I piedi, spiegano gli istruttori, devono fare "tong-tong-tong": passi piccoli e veloci che restano impressi in chiunque guardi i video diventati virali sui social.
Passi piccoli, piedi veloci: come farlo bene
Guardando i runner sembra facile da imitare, ma farlo correttamente richiede più attenzione di quanto sembri. La regola di base: dimenticare la velocità, mantenendo un ritmo comodo, più o meno quello di una camminata. Il passo va tenuto corto e leggero invece che allungato, atterrando delicatamente sulla parte anteriore del piede prima che il resto della pianta segua. Si parte da circa 160 passi al minuto, aumentando gradualmente fino a 180, sempre mantenendo un ritmo abbastanza comodo da poter parlare. Per chi inizia, bastano 5-10 minuti alla volta, alternando camminata e corsa, per poi costruire gradualmente fino a 20-30 minuti.
Ma funziona davvero?
Trattandosi di un esercizio a bassa intensità, viene naturale chiedersi se sia davvero efficace. Secondo gli esperti, lo slow jogging può aumentare l'ossidazione dei grassi, migliorare la resistenza cardiovascolare e sostenere la salute metabolica, inclusa la sensibilità all'insulina. Il ritmo facile permette inoltre di allenarsi più a lungo, aumentando il dispendio energetico complessivo nel tempo. Rispetto alla corsa vera e propria, la velocità più bassa e i passi più corti generano un impatto minore a ogni falcata, riducendo potenzialmente il fastidio alle articolazioni.
I benefici non si fermano al corpo: nonostante la bassa intensità, lo slow jogging sembra stimolare il cervello in modi che possono giovare al benessere mentale, agendo sulle aree coinvolte nell'apprendimento e nella memoria, oltre ad aiutare ad alleviare stress e umore depresso. Anche gli atleti lo usano come forma di recupero attivo, per tenere il corpo in movimento senza affaticarlo troppo, o per ricostruire gradualmente la resistenza aerobica dopo un infortunio. La Korea Slow Jogging Association sta ora organizzando la prima maratona di slow jogging del paese, a Busan, con l'obiettivo di raccogliere 3.000 partecipanti.
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