Perché in Corea quasi nessuno beve l'acqua del rubinetto?

Perché in Corea quasi nessuno beve l'acqua del rubinetto?

L'acqua del rubinetto in Corea rispetta standard tra i più severi al mondo, ma la maggior parte dei coreani non la beve. Leggi perché su lacorea.it

Josh Doyle, scozzese di 29 anni residente a Yongin, in provincia di Gyeonggi, ha smesso di bere l'acqua del rubinetto dopo un mal di pancia avuto la prima volta che l'ha provata a casa sua in Corea. In patria beveva regolarmente acqua di rubinetto; qui è passato a un filtro Brita. Non c'è modo di sapere con certezza se sia stata davvero l'acqua a causare quel malessere, ma la sua diffidenza è tutt'altro che rara, soprattutto tra chi vive o visita la Corea dall'estero.

Un'acqua promossa a pieni voti sulla carta

Sulla carta, l'acqua del rubinetto coreana è tra le migliori al mondo. Korea Water Resources, l'ente statale che gestisce la rete idrica, dichiara di applicare gli standard più severi tra quelli fissati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e da cinque paesi avanzati dell'OCSE, con un tasso di conformità rimasto sopra il 99,9% negli ultimi cinque anni, arrivato al 100% nel 2025. Quest'anno la Corea si è piazzata anche piuttosto in alto nell'Environmental Performance Index dell'Università di Yale, al 24° posto su 177 paesi per i rischi sanitari legati all'acqua potabile non sicura, dietro Danimarca e Israele ma davanti al Giappone, 29°.

La fiducia dei coreani resta bassa

Eppure la fiducia reale resta limitata. In un sondaggio del 2024 del Ministero del Clima, dell'Energia e dell'Ambiente, il 61,3% degli intervistati ha dichiarato di fidarsi della qualità dell'acqua del rubinetto, contro appena il 7% che ha detto di non fidarsene. Ma solo il 4,4% ha dichiarato di berla direttamente o dopo averla messa in frigo, mentre il 33,5% la fa bollire prima di consumarla. Il 57,1% usa un depuratore o un semplice filtro, e il 34,3% acquista acqua in bottiglia. Le ragioni principali per evitarla sono le preoccupazioni sulle impurità nelle tubature (34,3%) e i timori per la salute (21,5%), mentre l'11,4% dice di essersi lasciato influenzare da chi ha intorno. "Quando ho chiesto ad alcuni stranieri perché non bevono l'acqua del rubinetto, mi hanno risposto che erano stati proprio i coreani intorno a loro a scoraggiarli", racconta Baek Myeong-su, ricercatrice e direttrice esecutiva del Network for Safe Drinking Water. "Se nemmeno i coreani si fidano della propria acqua, cosa possiamo aspettarci da chi visita il paese?"

Preoccupazioni non del tutto infondate

Gli esperti distinguono tra la qualità dell'acqua fornita dagli acquedotti e le condizioni delle tubature interne agli edifici, spesso più datate. "Per le persone che arrivano da altri paesi, un mal di pancia temporaneo può capitare per le differenze nel contenuto minerale o per la sensibilità ai sottoprodotti del cloro", spiega Baek. "Ma l'acqua viene trattata secondo standard elevati fin dall'origine, e in particolare nelle grandi città generalmente rispetta gli standard di potabilità". Un impianto idraulico datato non rende automaticamente l'acqua non sicura, ma una manutenzione carente può comunque incidere su colore, sapore e fiducia dei cittadini. Il Comune di Seoul ha annunciato a luglio l'intenzione di sostituire quest'anno 111 km di tubature con oltre 30 anni di vita, su un totale di circa 2.710 km ancora nella lista di sostituzione della città. "Se assumiamo che una tubatura abbia una vita utile di 50 anni, il 2% delle tubature dovrebbe essere sostituito ogni anno", ha dichiarato ai media locali Koo Ja-yong, professore all'Università di Seoul, stimando il tasso di sostituzione nazionale attuale attorno all'1%. Anche episodi isolati di acqua scolorita, larve o fioriture di alghe hanno periodicamente scosso la fiducia pubblica, pur restando entro i limiti di sicurezza secondo le autorità.

La vera sfida: farla bere, non solo renderla sicura

Secondo gli esperti, la prossima sfida non è tanto dimostrare che l'acqua coreana è sicura, quanto convincere le persone che lo sia davvero. "La gestione dell'acqua sembra funzionare bene fino alla rete idrica pubblica, ma una volta che l'acqua entra in un edificio la responsabilità passa all'edificio stesso", spiega Oh Choong-hyeon, professore di scienze ambientali alla Dongguk University, che propone di introdurre un sistema per rendere pubbliche le condizioni degli impianti interni e stanziare fondi per sostituire le tubature nelle case più datate e nelle aree più vulnerabili. Oh ricorda anche che produrre una bottiglia d'acqua richiede almeno quattro volte l'acqua contenuta al suo interno, con un impatto ambientale aggiuntivo legato a produzione, trasporto e smaltimento. Baek solleva inoltre dubbi sull'acqua in bottiglia, prodotta da aziende private con un ruolo di semplice supervisione da parte del governo, e sulla possibilità che microplastiche derivanti dai contenitori finiscano nell'acqua stessa. "L'attenzione pubblica tende a concentrarsi sull'acqua solo quando si verificano incidenti importanti, il che rende necessari un'educazione e una comunicazione costanti per migliorare la fiducia", conclude.

in copertina: Yoan su Unsplash

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