Gwangbokjeol: la festa della liberazione in Corea del Sud

Gwangbokjeol: la festa della liberazione in Corea del Sud

Scopri cos'è il Gwangbokjeol, la festa nazionale del 15 agosto che celebra l'indipendenza coreana. Storia, eventi a Seoul e curiosità pratiche.

Il 15 agosto non è una data qualunque in Corea del Sud. Mentre in Italia ci si prepara per il Ferragosto, a Seoul e nel resto del Paese si celebra il Gwangbokjeol, ovvero il Giorno della Liberazione. Questa ricorrenza segna il momento in cui, nel 1945, la penisola coreana fu finalmente libera dopo 35 anni di dura occupazione coloniale da parte del Giappone, coincidente con la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Il nome stesso, Gwangbokjeol, racchiude un significato profondo: si traduce letteralmente come 'il giorno in cui è tornata la luce'. È una festa nazionale sentita, che mescola il ricordo solenne dei sacrifici fatti dagli attivisti per l'indipendenza con il clima celebrativo di una nazione che, in pochi decenni, è passata dalla povertà post-bellica a essere una potenza tecnologica e culturale globale.

Gwangbokjeol: il significato del Giorno della Liberazione coreana

Perché il 15 agosto è fondamentale per i coreani

L'occupazione giapponese, iniziata formalmente nel 1910, ha lasciato ferite profonde nella società coreana. Durante quegli anni, l'uso della lingua coreana fu limitato, molti cittadini furono costretti ai lavori forzati e le risorse del Paese vennero sfruttate sistematicamente. Per questo motivo, il 15 agosto del 1945 rappresenta molto più di un semplice cambio di governo: è il simbolo della rinascita dell'identità nazionale.

Tre anni dopo la liberazione, esattamente il 15 agosto 1948, venne istituito ufficialmente il governo della Repubblica di Corea. Oggi, questa data serve a onorare la memoria di chi ha lottato clandestinamente, spesso rischiando la vita o l'esilio in Cina e Russia, per mantenere vivo il sogno di una Corea sovrana. È un giorno in cui il patriottismo si manifesta in modo sobrio ma visibile ovunque.

Bandiere e parate: come cambia il volto della città

Se vi trovate a Seoul durante questa giornata, noterete immediatamente una cosa: la bandiera nazionale, il Taegeukgi, è ovunque. È esposta fuori dalle case, lungo i ponti sul fiume Han, sugli autobus e persino sulle facciate dei grattacieli. Il governo incoraggia attivamente i cittadini a esporre la bandiera, un gesto che per i coreani ha un valore simbolico molto forte rispetto alla nostra percezione europea.

Le celebrazioni ufficiali si tengono solitamente presso il Sejong Center for the Performing Arts, a Gwanghwamun, o al National Independence Hall a Cheonan, a circa un'ora di treno dalla capitale. Quest'ultimo è un luogo monumentale dedicato alla storia dei movimenti di resistenza e durante il Gwangbokjeol ospita rievocazioni storiche, concerti di musica tradizionale e mostre fotografiche che spiegano il percorso verso la libertà.

Cosa fare a Seoul durante il Giorno della Liberazione

Per i viaggiatori, questa è un'ottima occasione per visitare i siti storici. Spesso, in occasione della festa nazionale, l'ingresso ai cinque grandi palazzi reali di Seoul (come il Gyeongbokgung e il Changdeokgung) è gratuito per tutti. Anche i musei nazionali offrono programmi speciali e laboratori per famiglie, rendendo la cultura coreana ancora più accessibile.

Un luogo particolarmente toccante da visitare in questo giorno è la prigione di Seodaemun. Costruita durante l'occupazione, è qui che vennero rinchiusi e torturati molti attivisti coreani. Oggi è un museo ed è il cuore delle celebrazioni civili: camminare tra le celle e vedere i volti dei prigionieri nelle fotografie d'epoca aiuta a capire perché questa libertà sia così preziosa per il popolo coreano.

Dal punto di vista pratico, essendo una festa nazionale, le banche e gli uffici pubblici sono chiusi. Tuttavia, la maggior parte dei centri commerciali, dei ristoranti e dei caffè rimane aperta, specialmente nei quartieri turistici come Myeongdong o Hongdae. I trasporti pubblici funzionano regolarmente, anche se potrebbero esserci deviazioni nei bus vicino ai luoghi delle cerimonie principali.

Il perdono e la grazia presidenziale

Una curiosità che spesso sfugge agli stranieri riguarda una consuetudine politica legata al Gwangbokjeol. In occasione di questa festa, il Presidente della Corea del Sud ha il potere di concedere la 'grazia speciale'. Si tratta di un provvedimento che riduce le pene o cancella le condanne per migliaia di detenuti, spesso includendo anche figure di spicco del mondo economico condannate per reati finanziari, con l'idea di favorire la riconciliazione nazionale.

Questo aspetto sottolinea come la festa non sia solo un guardare al passato, ma un modo per resettare il presente e guardare al futuro. La Corea del Sud oggi usa il Gwangbokjeol per ribadire il suo impegno verso la pace globale e la democrazia, valori che sono stati conquistati con fatica e che definiscono l'identità moderna del Paese.

Fonte: Instagram — post originale

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