Hip Buddhism: il trend buddista che piace alla Gen Z coreana
In Corea il buddismo diventa "hip": pop-up nei centri commerciali, merchandising a tema e corsi di meditazione esauriti in pochi minuti tra i giovani coreani.
Dimenticate borse di lusso e sneaker in edizione limitata: in Corea, in questo momento, una delle attrazioni più gettonate nei centri commerciali per i più giovani è il buddismo, tra cover per telefono a forma di Buddha, braccialetti di perline da preghiera e meme su come lasciar andare i desideri mondani.
File in coda per i pop-up buddisti
Il pop-up a tema buddista al Lotte Mall della filiale Gimpo Airport, a ovest di Seoul, era pieno di visitatori sui vent'anni e trent'anni anche in un pomeriggio infrasettimanale, tra negozi temporanei che propongono reinterpretazioni moderne del buddismo: sciarpe, braccialetti, portachiavi, magliette e borse a tema, con angoli fotografici decorati da cuscini a forma di loto sotto lanterne dello stesso fiore. "La merce è graziosa, e i messaggi rassicuranti mi hanno colpita in un momento in cui la vita sembra così faticosa", ha raccontato una visitatrice che ha acquistato un talismano a forma di tartaruga.
Il fenomeno "hip Buddhism"
Il cosiddetto "hip Buddhism", che ripropone il buddismo come qualcosa di cool e alla moda, sta guadagnando terreno soprattutto tra millennial e Gen Z, diventando un modo efficace per i grandi magazzini di riportare i più giovani nei negozi fisici. "Il buddismo è qualcosa che anche chi segue un'altra religione, o nessuna, può accogliere senza troppe resistenze", ha spiegato Son Myo-kyung, fondatrice del marchio di merchandising buddista HipBuz. "Una cliente mi ha raccontato che sua madre è diaconessa in chiesa, ma si è comunque comprata un braccialetto di perline buddiste."
Corsi di cucina di tempio esauriti in cinque minuti
I grandi magazzini si sono buttati sul trend: The Hyundai Seoul ha organizzato a giugno una "Temple Week" con prodotti a tema buddista, dove chi aveva tra i 20 e i 30 anni rappresentava il 70% degli acquirenti. Un corso di cucina da tempio tenuto da una monaca buddista è andato esaurito in appena cinque minuti dall'apertura delle prenotazioni, mentre una lezione di meditazione con il tè è stata completamente prenotata il primo giorno. Anche Starfield Suwon, in Gyeonggi, ha ospitato un pop-up simile, e i rivenditori online che vendono moda e accessori a ispirazione buddista, come Bhavantu e Haetal Company, propongono articoli scherzosi: panni per occhiali con la scritta "Elimina le tue preoccupazioni" o asciugamani con "Elimina la tua avidità", spesso esauriti in poco tempo.
Perché proprio ora, e perché il buddismo
Il fascino crescente del buddismo tra i ventenni e trentenni coreani nasce in parte dal senso di sollievo che le sue idee offrono: invece di spingere verso successo e competizione continua, i concetti buddisti di desiderare meno, trovare appagamento e lasciar andare l'attaccamento regalano ai più giovani una sensazione di libertà inattesa. A rendere il tutto più leggero contribuiscono anche fenomeni pop come DJ NewJeansNim, il personaggio da DJ techno-buddista di un comico coreano il cui nome gioca sul gruppo K-pop NewJeans, o "Naneun Jeollo", un programma di incontri a tema buddista ispirato al dating show "I Am Solo".
Secondo una fonte del settore retail, il buddismo ha anche un vantaggio pratico rispetto ad altre fedi: "Gli eventi legati troppo strettamente a una religione specifica rischiano il malcontento dei fedeli di altre fedi, o addirittura boicottaggi, ma con il buddismo questo rischio è minore. Le persone tendono a vederlo più come parte della cultura tradizionale coreana o come contenuto legato al benessere, che come una religione in senso stretto." Non a caso, in un sondaggio Gallup Korea dello scorso anno il buddismo è risultata la religione vista più favorevolmente dai coreani senza affiliazione religiosa, con il 15% delle preferenze, contro l'11% per il cattolicesimo e il 6% per il protestantesimo.
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