Corea, primo oro esports ai Giochi asiatici
La Corea batte il Giappone 5-2 nei picchiaduro e conquista il primo oro esports ai Giochi asiatici: in squadra tre veterani, 41 anni di media.
Leva e sei pulsanti: l'attrezzo con cui si vincono le medaglie nei picchiaduro
Alla Aichi Sky Expo, il padiglione fieristico a sud di Nagoya dove si giocano gli esports dei Giochi asiatici, sabato 26 settembre la Corea del Sud ha battuto il Giappone 5-2 nella finale dei picchiaduro. È il primo oro coreano di sempre negli esport ai Giochi asiatici. La squadra era sotto 1-2, poi ha vinto quattro set di fila.
Tre uomini, tre giochi
La gara funziona così: tre titoli diversi — Street Fighter 6, Tekken 8 (철권 8) e The King of Fighters XV — un giocatore per gioco, e i set si alternano fino a cinque vittorie. Per la Corea c'erano Yeon Jea-gil su Street Fighter, Lee Kwang-noh su King of Fighters e Bae Jae-min (배재민) su Tekken.
Yeon ha perso il primo set. Lee ha pareggiato subito, e poi ha rimesso la Corea avanti una seconda volta quando serviva. Il resto l'ha chiuso Bae, che ha vinto gli ultimi due set contro lo stesso avversario che lo aveva battuto all'inizio.
La media d'età era 41 anni
È il dettaglio che in Corea ha fatto notizia più dell'oro. In una nazionale esport ci si aspettano ventenni: qui c'erano tre uomini sui quarant'anni. Bae Jae-min, che tutti chiamano Knee, gioca a Tekken da prima che esistesse la parola "esport" in televisione, e aveva già rappresentato la Corea in tornei internazionali quindici anni fa. "Non sai mai se ci sarà una prossima volta", ha detto dopo la finale. "Volevo davvero giocare per il mio Paese."
Yeon, dal canto suo, tornava da una sconfitta bruciante alla precedente edizione dei Giochi, quella di Hangzhou, che si era portato dietro per mesi. Ha raccontato di essere venuto qui per una rivincita.
Perché vale la pena guardarla da qui
In Corea i videogiochi competitivi sono una carriera riconosciuta da vent'anni, con squadre, stipendi, allenatori e PC bang aperti tutta la notte in ogni quartiere: è lo stesso ecosistema che ha reso i videogiochi il passatempo numero uno dei coreani. Ai Giochi asiatici quel mondo vale medaglie vere, contate nel medagliere accanto al nuoto e all'atletica — una cosa che in Europa non esiste ancora.
I tre giochi della finale, poi, sono gli stessi che chiunque in Italia può installare stasera su PC o console: non serve un visto per provarci. I Giochi di Aichi-Nagoya vanno avanti fino al 4 ottobre, con il Giappone avanti sette ore rispetto all'Italia: le finali del mattino giapponese cadono nella nostra notte, quelle del pomeriggio a metà mattina.
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