Studiare coreano in Italia: corsi, università e TOPIK

Studiare coreano in Italia: corsi, università e TOPIK

Dove imparare il coreano in Italia: il King Sejong Institute di Torino, i corsi da 30 euro a Roma, le università e l'esame TOPIK. Costi e scadenze.

Sabato 17 ottobre 2026, mentre in Corea sarà già pomeriggio inoltrato, in due aule italiane un centinaio di persone starà compilando lo stesso identico test. A Mestre, nel Campus Scientifico di Ca' Foscari, e a Napoli, dentro il Palazzo del Mediterraneo de L'Orientale, si tiene la sessione autunnale del TOPIK (한국어능력시험), l'esame ufficiale di conoscenza della lingua coreana. È lo stesso test che si dà a Seul, Hanoi o Città del Messico, con le stesse buste sigillate e lo stesso orario spaccato al minuto.

Se sei arrivato qui perché ti sei chiesto almeno una volta dove si impara il coreano sul serio in Italia — non tre parole da una serie, ma una lingua con una grammatica, un esame e un certificato — la risposta è che di posti ce ne sono più di quanti immagini. Alcuni costano meno di una cena fuori.

Due studenti leggono e prendono appunti seduti a un tavolo di legno

Il TOPIK si dà due volte l'anno, in quattro città italiane

Il calendario italiano è più fitto di quanto si creda: ad aprile si fa l'esame a Roma (al Centro Linguistico d'Ateneo della Sapienza) e a Siena; a ottobre tocca a Napoli e Venezia. Quattro sedi, due finestre all'anno, una rete che dieci anni fa semplicemente non esisteva.

L'esame è diviso in due blocchi. Il TOPIK I copre i livelli 1 e 2 e valuta solo ascolto e lettura: è il gradino d'ingresso, quello che certifica che sai muoverti in situazioni quotidiane. Il TOPIK II arriva fino al livello 6 e aggiunge la produzione scritta — è la certificazione che serve davvero se pensi a un'università coreana o a un lavoro.

I costi sono identici ovunque: 55 euro per il TOPIK I, 60 per il TOPIK II. Non servono requisiti di alcun tipo — non l'età, non un titolo di studio, non l'iscrizione all'università che ospita la sede. A Ca' Foscari il TOPIK I occupa la mattina (9:00-12:00) e il TOPIK II il resto della giornata fino alle 17:00; a Napoli gli orari sono compressi, 9:00-11:20 e 12:20-16:20. Il certificato vale due anni, poi va rifatto.

C'è però un dettaglio che frega quasi tutti i principianti: le iscrizioni chiudono con mesi di anticipo. Per la sessione del 17 ottobre bisognava registrarsi entro il 15 luglio. Per quella di aprile alla Sapienza, la finestra è tutto gennaio. Se stai leggendo questo pezzo con l'idea di iscriverti "quando mi sento pronto", cambia strategia: si prenota prima e ci si prepara dopo. I risultati di ottobre, in ogni caso, arrivano a dicembre.

A Torino c'è l'unico King Sejong Institute d'Italia

I King Sejong Institute (세종학당) sono la rete di centri linguistici finanziata dal governo coreano: l'equivalente dei nostri Istituti Italiani di Cultura, o del Goethe-Institut tedesco. In Italia ce n'è esattamente uno, e sta a Torino.

La designazione è arrivata il 21 luglio 2025, in una cerimonia a Seul, ed è stata tutt'altro che scontata: quell'anno si erano candidate 94 istituzioni da 43 paesi, il record storico del programma, e in tutta Europa le nuove sedi assegnate sono state tre. L'Università di Torino è finita tra quelle con le valutazioni più alte della commissione. Il centro nasce in collaborazione con aSSIST (Seoul School of Integrated Sciences & Technologies), è diretto dalla docente Arum Chea ed è il risultato di anni di lavoro della professoressa Giuseppina De Nicola, del Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne.

In pratica: corsi di coreano su più livelli, dall'elementare all'avanzato, più eventi culturali, workshop e conferenze. La sede è in via Sant'Ottavio 50, secondo piano, aula B13. I corsi sono aperti a chiunque, non solo agli studenti UniTo — chi è iscritto all'ateneo ha però uno sconto del 20%. Le iscrizioni si aprono per semestri, in genere a ridosso dell'inizio delle lezioni: conviene tenere d'occhio il sito dell'istituto e i canali social, perché i posti finiscono.

Due ragazze studiano insieme sfogliando un libro in un'aula

Roma: all'Istituto Culturale Coreano un semestre costa 30 euro

L'Istituto Culturale Coreano di Roma — lo stesso che in questo periodo ospita la mostra gratuita sul pungryu di Seul — tiene corsi di lingua che seguono lo standard internazionale del King Sejong Institute, articolati in otto livelli: Sejong 1A, 1B, 2A, 2B, 3A, 3B, 4A e 4B.

Qui arriva il dato che vale il prezzo dell'articolo: la quota d'iscrizione è di 30 euro, e non ci sono costi aggiuntivi fino alla fine del corso. Trenta euro per un semestre di circa quattro mesi. I cicli sono due, febbraio-maggio e settembre-dicembre, con iscrizioni che si aprono di norma a gennaio e ad agosto. Ogni tanto spuntano anche corsi estivi straordinari gratuiti da quattro lezioni.

Le classi sono piccole — massimo 18 studenti, minimo 10 perché il corso parta — e la maggior parte delle lezioni è in presenza nella sede romana. I livelli più alti (3B, 4A, 4B) si tengono online, il che li rende raggiungibili da tutta Italia. Chi si iscrive per la prima volta e non parte da zero deve fare un test di livello online. Alla fine c'è un esame: superandolo, e con almeno il 70% di frequenza, si porta a casa un attestato.

Il problema, prevedibile, è la domanda. Con quelle cifre e quei numeri di posti, le iscrizioni si chiudono in fretta. Vale lo stesso consiglio di prima: segnati sul calendario gennaio e agosto, non "quando ci penso".

Dove il coreano è una laurea, non un corso serale

Se l'obiettivo è più ambizioso di un attestato, in Italia il coreano si studia all'università da anni, e non in un solo posto.

A Ca' Foscari Venezia c'è probabilmente il percorso più strutturato: dentro la triennale in Lingue, culture e società dell'Asia e dell'Africa mediterranea esiste un curriculum Corea che prevede 60 CFU di lingua coreana distribuiti su tre annualità, affiancati da storia, filosofia, religioni, letteratura e arte. Come seconda lingua si sceglie tra un ventaglio che va dal cinese al vietnamita.

A Napoli, L'Orientale insegna coreano da decenni ed è centro TOPIK autorizzato dal 2023. A Roma, la Sapienza ha un curriculum di lingua coreana dentro Lingue e Civiltà Orientali. A Torino, oltre al King Sejong Institute, il coreano si studia fino alla terza annualità nel dipartimento di Lingue.

Alla Statale di Milano l'offerta è più contenuta ma interessante per chi arriva da un altro percorso: Lingua e cultura coreana contemporanea, 9 CFU nella magistrale in Lingue e culture per la comunicazione e la cooperazione internazionale, 40 ore di grammatica più 20 di cultura, lezioni in italiano. Si parte dall'alfabeto, dai livelli di cortesia e dalle particelle, e si arriva alla conversazione pratica. Docente: Cho Min Sang.

Da dove si comincia davvero

Una cosa che nessuno dice abbastanza: l'hangeul (한글) si impara in un pomeriggio. Non è un'esagerazione da brochure — è un alfabeto progettato apposta perché fosse facile, con lettere la cui forma imita la posizione della lingua e della bocca. Il muro vero arriva dopo, con i livelli di cortesia e con un ordine delle parole che mette il verbo in fondo e ti costringe a riprogrammare il modo in cui costruisci una frase.

Per questo la differenza la fa avere qualcuno davanti che ti corregga la pronuncia e ti spieghi perché -요 non è un vezzo ma una scelta sociale. Trenta euro a Roma o un semestre a Torino fanno più strada di sei mesi di app. E se vuoi tastare il terreno intanto, il nostro archivio sulla lingua coreana e quello su tutto quello che di coreano succede in Italia — dalle mostre a quattro film coreani in sala a Torino — sono un buon posto dove passare una sera.

La finestra utile, adesso, è gennaio: iscrizioni ai corsi romani, iscrizioni al TOPIK di aprile. Due mail e un bonifico da 30 euro, e a maggio hai un attestato che fino a ieri non avresti nemmeno saputo dove andare a prendere.

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